La “Pro Loco” di Aversa sulle tracce della Regina di Napoli Giovanna I d’Angiò
Martedì 8 marzo, nella "Giornata internazionale della donna", si terrà una visita guidata per riscoprire i luoghi che legano la città normanna alla Regina di Napoli
In occasione della Giornata internazionale della donna la Pro Loco di Aversa ha organizzato una visita guidata alla scoperta dei quei luoghi della città normanna ricchi di miti e di leggende che furono indissolubilmente legati alla figura della Regina di Napoli Giovanna I d’Angiò. L’iniziativa, di grande risonanza storica e culturale, si terrà martedì 8 marzo: l’appuntamento per i partecipanti è alle ore 16:30 in via Roma 249; da qui il tour partirà alla volta della scoperta della Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo, anche nota come “Chiesa della Madonna di Casaluce”, per poi proseguire nella visita dei luoghi in cui soggiornò la Regina di Napoli. L’evento è stato fortemente voluto dalla presidente della Pro Loco normanna, l’avv. Rosanna Santagata, da sempre sensibile alle tematiche di genere oltre che impegnata nella riscoperta e nella valorizzazione delle storie e delle vicende di quelle personalità illustri del passato, soprattutto femminili, legate alle tradizioni, alla cultura e alla storia millenaria di Aversa.
“Il nostro tour guidato è stato organizzato in occasione della Giornata internazionale della donna – afferma la presidente Santagata – e trae ispirazione dalle vicende che legano la vita della Regina di Napoli Giovanna I d’Angiò alla storia di Aversa. Mettendo in risalto la sua figura – prosegue – ripercorreremo alcuni eventi storici cruciali per il destino del Regno di Napoli. Racconteremo, nel corso dell’iniziativa, i fatti, gli avvenimenti, gli aneddoti e i misteri che si svolsero in alcuni luoghi simbolo della nostra città. Partendo proprio dalla figura discussa e controversa della Regina di Napoli – aggiunge – coglieremo l’occasione per affrontare una riflessione seria e originale sul ruolo della donna nel passato, fino ad arrivare ai giorni nostri. Così facendo – conclude l’avv. Santagata – coniugheremo un tema di grande attualità come quello della questione e della parità di genereassieme alla rinnovata opportunità di visitare e di conoscere insieme un importante complesso monumentale della città normanna come quello della Chiesa della Madonna di Casaluce, un vero scrigno di bellezza ricco di arte, di storia e di cultura”.
Per comprendere meglio l’importanza di una figura come quella di Giovanna I d’Angiò bisogna conoscere la sua lunga e travagliata storia alla guida del Regno di Napoli, di cui fu regina dal 1343 al 1381. Attraverso un atto mai visto prima, fu designata erede al trono dal nonno Roberto d’Angiò, detto Il Pacificatore, sbaragliando la concorrenza dei pretendenti di sesso maschile. Giovanna fu pertanto costretta a sposarsi contro la sua volontà con il cugino Andrea d’Ungheria per trovare un accordo tra le dinastie angioina e ungherese. Nel 1343, anno della morte del nonno, Giovanna divenne una delle prime regine nonché una delle donne più potenti d’Europa. Fin da subito dovette fronteggiare numerosi ostacoli: una ragazza di appena sedici anni si trovò a governare un regno dilaniato da lotte intestine e sull’orlo di una crisi, con alle spalle uomini senza scupoli pronti a sbarazzarsi di lei. Ma Giovanna dimostrò ben presto di possedere un carattere forte e determinato, e di avere tutte le carte in regola per governare. Era infatti colta, intelligente ed emancipata in quanto era cresciuta a corte sotto la guida dei più illustri intellettuali del Trecento, ricevendo gli insegnamenti di personalità del calibro di Giotto, di Petrarca e di Boccaccio, e rivelandosi ben presto una sovrana illuminata.
Il re di Napoli Roberto d’Angiò noto come Il Pacificatore
I primi anni del suo regno furono lacerati da sanguinose lotte e da intrighi di palazzo che sfociarono in una congiura che culminò con l’uccisione del marito Andrea d’Ungheria. L’assassinio del principe si consumò nel 1345 proprio ad Aversa, nella piazza antistante l’attuale “Chiesa di Casaluce”, per opera di un gruppo di cospiratori. I familiari del principe, per vendicarsi, fecero giustiziare alcuni nobili accusati della cospirazione, mentre Giovanna venne incolpata per aver ordito in segreto l’assassinio del marito. La Regina di Napoli dovette così affrontare un processo per omicidio, dal quale venne assolta grazie all’intervento di Papa Clemente VI. Nel 1352 si risposò e la corona passò formalmente al suo nuovo coniuge, Luigi D’Angiò, fino alla morte dello stesso avvenuta dieci anni dopo. Giovanna, determinata, salì nuovamente al trono, questa volta con l’intenzione di restarci: tenuti a bada i suoi successivi mariti dalla smania di potere, la Regina si dedicò con impegno e dedizione alla politica interna del Regno con riforme a sostegno dei contadini, degli artigiani e dei commercianti, oltre a combattere il crimine e a sostenere l’arte e la cultura. Si venne così a creare un periodo di pace e di prosperità in tutto il Regno di Napoli, motivo per cui fu amata dai suoi sudditi. La Regina si dimostrò scaltra e audace anche sul piano della politica estera, stringendo rapporti con la Santa Sede, in particolare con Papa Urbano V e Papa Gregorio IX, e permettendo il ritorno del papato da Avignone a Roma. Risolse infine i tumulti scoppiati con i Vespri siciliani, riconoscendo il Regno di Trinacria stato vassallo del Regno di Napoli.
Ritratto della Regina di Napoli Giovanna I d’Angiò
Con l’ascesa al soglio pontificio di Papa Urbano VI, però, il corso della storia cambiò. Il nuovo pontefice mal digeriva il prestigio e il potere acquisiti dalla regnante di Napoli. Presto i loro rapporti si incrinarono fino a quando Giovanna non venne scomunicata e accusata di stregoneria. I suoi detrattori iniziarono così a dipingerla come una pericolosa seduttrice, un’ammaliatrice di uomini, assetata di potere e di lussuria. Sulla sua figura, vittima di una campagna diffamatoria senza precedenti, calò un’aura oscura, comune a molte donne della storia che non si piegarono al loro destino patriarcale. Durante lo Scisma d’Occidente la regina dovette fronteggiare l’invasione del Regno di Napoli da parte del nipote Carlo di Durazzo, il quale rivendicava il trono in quanto erede di sesso maschile. Il nipote, con il sostegno dei Visconti, ebbe la meglio in battaglia, e venne incoronato nuovo Re di Napoli. Persa la corona, Giovanna venne imprigionata nel castello di Muro Lucano, in Basilicata, dove morì assassinata nel 1382 per ordine dello stesso nipote. Il suo fu uno dei femminicidi più celebri della storia e il suo cadavere venne esposto nella Chiesa di Santa Chiara come monito per tutti i napoletani.
Boccaccio legge il Decameron alla Regina Giovana di Gustaf Wappers
La figura complessa e articolata di Giovanna I d’Angiò, controverso ritratto di una regina dispotica ma illuminata, vendicativa ma anche misericordiosa, venne riscoperta e rivalutata solamente diversi secoli dopo, nel 1890, dallo scrittore francese Alexandre Dumas che su di lei scrisse il racconto Giovanna di Napoli. Attorno alla storia della regina Giovanna sono nati inoltre numerosi miti e superstizioni frutto del folklore popolare. Si narra infatti che ogni 27 luglio, nella notte dell’anniversario della sua morte, il suo spirito inquieto aleggi lungo i giardini del Chiostro di Santa Chiara: secondo la leggenda, infatti, qualunque uomo osi ostacolare il suo cammino venga uccisso folgorato dal suo sguardo.
L’iniziativa dell’8 marzo in programma ad Aversa è rivolta ovviamente a tutte le donne, ai cittadini aversani e alle persone curiose di scoprire le bellezze della città normanna e di conoscere al tempo stesso l’incredibile e strabiliante storia della Regina di Napoli. L’evento è completamente gratuito. Per potervi partecipare è necessario rispettare tutte le normative epidemiologiche attualmente vigenti. Per maggiori informazioni, inoltre, è possibile contattare la pagina Facebook della Pro Loco (clicca qui).
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