Nove persone sono finite in manette nella mattinata di oggi in provincia di Napoli e Caserta. I reati contestati sono estorsione, consumata o tentata, detenzione e porto illegale di armi comuni di sparo, aggravati dalle finalità e modalità mafiose.
Ad eseguire gli arresti sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Giugliano in Campania. Le ordinanze di applicazione di misure cautelari in carcere sono state emesse nei confronti di nove persone dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Le indagini, condotte tramite attività istruttorie, intercettazioni telefoniche ed ambientali e servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno permesso di dimostrare la piena operatività del clan camorristico denominato “Mallardo”, operante nella città di Giugliano in Campania e facente parte della confederazione tra organizzazioni denominata “Alleanza di Secondigliano”, cartello che aggrega i gruppi criminali insediati in un’ampia porzione del territorio metropolitano di Napoli.
In particolare, le approfondite fasi investigative hanno consentito di evidenziare la presenza di un’articolazione del predetto sodalizio criminale operativa specificatamente sulla fascia costiera della cittadina, in possesso di armi comuni da sparo e dedita, principalmente, alle estorsioni ai danni di imprenditori edili, concessionari di auto, ristoratori, nonché all’imposizione nel conferimento degli oli esausti ai commercianti della zona e all’attività di riscossione e recupero dei crediti.
Durante l’attività investigativa è emersa la volontà di alcuni degli indagati di organizzare un’azione intimidatoria nei confronti dei carabinieri. Tra i fermati anche due originari di Aversa e Santa Maria Capua Vetere. In particolare sono 15 gli episodi contestati e tra gli arrestati figura anche Michele Di Nardo, considerato esponente di rilievo del clan e di recente scarcerato.
Il provvedimento eseguito è una misura disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.