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Home Cronaca Avellino

Camorra, 38 arresti nella notte: maxi retata nelle province di Salerno, Caserta, Avellino, Chieti e Frosinone

Sono state notificate misure cautelari a 38 indagati (14 sono finiti in carcere, 21 agli arresti domiciliari e 3 all’obbligo di presentazione)

redazione di redazione
30 Giugno 2022
in Avellino, Caserta, Cronaca, Salerno

Da stamattina è in corso un’importante operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti nelle province di Avellino, Caserta, Chieti e Frosinone.

Sono andati a prenderli all’alba, come si conviene a tutti i blitz. I militari hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal GIP del locale Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 38 persone (14 delle quali sottoposte alla custodia cautelare in carcere, 21 agli arresti domiciliari e le rimanenti 3 all’obbligo di presentazione alla p.g.), indagate, a vario titolo, dei reati di estorsione e lesioni personali, aggravati dalla finalità mafiosa, porto e detenzione di armi in luogo pubblico, concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, truffa ai danni dello Stato, indebita percezione di erogazioni pubbliche, ricettazione, riciclaggio, truffa.

Nel medesimo provvedimento cautelare e stato disposto ed eseguito il “sequestro preventivo in forma diretta o anche per interposta persona” di circa 74.000 a carico di due società, un bar e una società di servizi. Nel torso delle operazioni, che hanno complessivamente visto impiegati oltre 250 Carabinieri, sono state altresì eseguite perquisizioni personali e locali per la ricerca di stupefacenti e altre case pertinenti ai reati contestati.

Le accuse nei confronti degli indagati, ritenute alto stato assistite dal requisito della gravità indiziaria e destinate all’ulteriore vaglio dibattimentale, traggono origine da un’articolata attività d’ indagine intrapresa dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno nel mese di aprile 2019, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. L’attività, condotta attraverso indagini tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, e risultata particolarmente complessa poiché e stato necessario ricostruire i reali titolari di schede telefoniche fittiziamente intestate ed utilizzate per lo svolgimento di traffici illeciti.

Nella impostazione accusatoria gli indagati gravitavano attorno alla figura di Giuseppe Stellato, alias “pappachione”, che avrebbe nel tempo assunto una posizione di predominante rilievo, già prima della sua definitiva scarcerazione, avvenuta nel mese di maggio 2020, servendosi di permessi che gli davano la possibilità di rientrare sul territorio del capoluogo. Questi, direttamente o tramite intermediari, avrebbe instaurato e riallacciato rapporti, attraverso l’invio di lettere o incontri personali, con svariati pregiudicati salemitani, net tentativo di formare un gruppo criminale finalizzato ad acquisire il controllo dell’attività di spaccio di stupefacenti nella citata “zona orientale” di Salerno, fino al suo arresto in flagranza, operato il 25 luglio 2020 dai Carabinieri di Salerno, per la violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S..

Secondo la prospettazione accusatoria lo Stellato avrebbe estorto una parte dei proventi delle attività di spaccio percepite dai pusher presenti nell’area orientate di Salerno e in alcune strade del centro cittadino, nonché danaro ai danni di un esercente commerciale e portato e detenuto in luogo pubblico delle armi (tra cui un kalashnikov), con le quali avrebbe esploso, net mese di luglio 2020, su pubblica via, 13 colpi di pistola senza un obiettivo preciso, ma al solo scopo dimostrativo, danneggiando alcuni palazzi, mentre era a bordo della sua auto con altri due indagati. Nello stesso mese, unitamente ad altri 7 indagati, avrebbe altresì gambizzato con due colpi di pistola un pusher, cagionandogli lesioni giudicate guaribili in 30 giorni di prognosi, al fine di imporre la propria supremazia territoriale.

Gli inquirenti hanno inoltre individuato un’attività di spaccio all’interno del carcere di Bellizzi Irpino (AV), da parte di due detenuti, che sarebbero riusciti ad ottenere la droga per il tramite di alcuni familiari e ii loro legale di fiducia, anch’egli tra gli odierni arrestati, i quali avrebbero più volte consegnato lo stupefacente durante i colloqui.

Inoltre, tre indagati, tra cui il predetto avvocato e uno dei leader del tifo organizzato locale, avrebbero commesso una truffa nei confronti dei genitori di un ventenne, anch’egli appartenente agli “ultras”, deceduto in un incidente stradale mortale. In particolare, second° la ricostruzione fatta propria dal Giudice, il capo del gruppo ultras, sfruttando la fiducia a lui riconosciuta proprio in quanta leader della tifoseria organizzata, sarebbe riuscito a carpire la buona fede dei genitori della vittima, ai quali avrebbe indicato il predetto legale per le procedure assicurative relative alla morte del figlio.

L’avvocato, mediante la falsificazione totale o parziale di documentazione fiscale attestante presunte spese sostenute in relazione al funerale della vittima e successive consulenze tecniche di parte, avrebbe poi indotto in more i familiari circa gli oneri complessivamente lui dovuti, appropriandosi della somma di 160 mila euro, dal totale del risarcimento liquidato dall’assicurazione per il sinistro, ripartendola con it capo ultras e un altro indagato. A tutti gli indagati e contestata l’aggravante di aver approfittato della “condizione di minorata difesa delle vittime, dovuto allo stato di sofferenza psicologica derivante dalla morte del giovane”. Parte della somma provento di truffa sarebbe stata poi riciclata attraverso una fattura falsa di 43.310 euro, emessa dalla society di consulenza di proprietà della moglie di uno dei tre.

Le indagini, anche bancarie, hanno consentito inoltre di ipotizzare che la citata donna, legale rappresentante di un’impresa individuale con sede in Pontecagnano Faiano (SA), mediante l’utilizzo e la presentazione di dichiarazioni e documentazione attestante case non vere, avrebbe conseguito indebitamente un contributo a fondo perduto che lo Stato ha erogato al fine di sostenere le imprese colpite  dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”,  ricavandone  un  vantaggio  patrimoniale quantificato in 30.856 euro corrisposto dall’Agenzia delle entrate, mediante accreditamento diretto in conto corrente intestato al soggetto beneficiario.

Da qui la connessa ipotesi delittuosa di indebita percezione di erogazioni pubbliche. A riscontro delle risultanze emerse dalle intercettazioni e a seguito di appositi servizi di osservazione e pedinamento, nell’intero corso degli accertamenti di polizia giudiziaria sono state sequestrate sostanze stupefacenti per oltre 28 Kg, prevalentemente hashish, con contestale arresto in flagranza o deferimento in stato di liberty di 13 soggetti per i reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e correlate segnalazioni alla Prefettura di Salerno.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Elenco destinatari misura cautelare

Detenzione in carcere:

  • Adam Antonio
  • Alfieri Aldo
  • Biancardi Michele
  • Candela Francesco
  • Fortunato Matteo
  • Giordano Gerardo
  • Mascia Francescantonio
  • Novelli Antonio
  • Pennasilico Cesare
  • Sica Massimo
  • Stellato Domenico
  • Zullo Giovanni
  • Stellato Giuseppe
  • Delle Chiaie Raffaele
  • Calabrese Luigi
  • Corsini Ugo
  • De Crescenzo Domenico
  • De Lucci Ugo
  • Esposito Pasquale
  • Franceschelli Lucia
  • Guadagno Orlando
  • Landi Enrico
  • Herman Valentin Sorin
  • Izzo Antonietta
  • Petringola Angela
  • Pezzano Marco
  • Santoriello Anna
  • Santoro Alessandro
  • Stabile Massimo
  • 3Vivian’ Mario
  • 3Santaniello Andrea
  • 3Picardi Giuseppina
  • Castellano Antonio
  • D’Arienzo Anna

Obbligo di presentazione alla

  • Esposito Consolato
  • Galdi Riccardo

Tags: arrestiprimopiano
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