Il sistema scoperto dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, nella mattinata odierna, ha portato l’autorità giudiziaria a emettere un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dalla Sezione G.I.P. di Salerno su richiesta di questa Direzione distrettuale antimafia per plurime ipotesi di reato (tra i quali, evasione dell’IVA, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed autoriciclaggio) con l’aggravante, ritenuta sussistente a carico di Coppola Alberto e D’Agostino Felice della finalità di agevolazione del clan Moccia di Afragola.
Contestualmente e in corso di esecuzione il sequestro di denaro e beni per circa 20 milioni di euro ritenuti frutto delle frodi fiscali.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, sulla base degli approfondimenti svolti dai Finanzieri della Compagnia di Eboli, il complesso sistema di frode era finalizzato ad evadere l’imposta sul valore aggiunto, sfruttando società cartiere di cui beneficiavano anche organizzazioni criminali di stampo camorristico. In particolare, la condotta delittuosa oggetto di contestazione, posta in essere anche grazie alla complicità di alti consulenti fiscali, sarebbe consistita nell’utilizzo di “lettere di intento” ideologicamente false al fine di far acquisire alle società cartiere la qualifica di esportatore abituale, presupposto per l’acquisto di carburante in regime di esenzione IVA.
Nel corso degli accertamenti sono stati tracciati i flussi finanziari dei conti correnti delle società cartiere giungendo cosi ad individuare i soggetti ritenuti effettivi beneficiari ed organizzatori del meccanismo fraudolento. Le indagini hanno in tal modo consentito di risalire ai nominativi di aziende e persone fisiche già coinvolte nell’analogo filone investigativo condotto da altre Procure Distrettuali sull’intero territorio nazionale e in particolare dalle Procure distrettuali di Roma e Napoli
Nell’aprile 2021, infatti, in provvedimenti cautelari emessi su richiesta di tali Uffici, a stata ritenuta l’esistenza di un sistema ruotante attorno ad una associazione a delinquere avente il proprio fulcro nell’attività della Max Petroli Italia ora Made Petrol Italia (MPI) di Roma esercente commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, facente capo alla famiglia Di Cesare, sistema the vedeva direttamente coinvolti esponenti del clan Moccia.
All’interno di tale sistema sembrano, allo stato delle investigazioni, da collocarsi le condotte oggetto d’indagine, realizzate attraverso due società operanti nel salernitano e di fatto gestite da indiziati di appartenenza alla associazione a delinquere romana, alcuni dei quali ritenuti partecipi di organizzazione di stampo camorristico operante in territorio campano.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari di essa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.