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Home Cronaca Caserta

Omicidio Vassallo. La Dda: «inquietante» la telefonata 2 minuti dopo il delitto tra il col. Cagnazzo e Molaro

Gli uomini dell’Arma ritenuti dalla Procura tra gli organizzatori del traffico di droga

redazione di redazione
29 Luglio 2022
in Caserta, Cronaca, Napoli

La Dda di Salerno, definisce «inquietanti» alcuni aspetti riscontrati nel corso delle indagini. Quello più evidente è una telefonata senza risposta, esattamente due minuti dopo l’omicidio di Vassallo, fatta dal carabiniere Luigi Molaro al tenente colonnello Fabio Cagnazzo, originario di Aversa. Un dato rilevante ai fini dell’indagine, tanto da far scattare le perquisizioni domiciliari nelle rispettive abitazioni di questi due militari e del terzo carabiniere indagato, Lazzaro Cioffi.

La Procura di Salerno ha ricostruito il sistema del traffico di stupefacenti che aveva trasformato Pollica e Acciaroli come basi per far arrivare la droga che poi avrebbe invaso gran parte del Cilento fino alla Calabria. Gli approvvigionamenti avvenivano a Secondigliano, nella roccaforte dell’Alleanza dei clan partenopei. Il sindaco Vassallo aveva scoperto parte di questo meccanismo criminale, e prima che riuscisse a denunciare, fu ammazzato. E già nelle ore immediate al suo assassinio iniziò l’azione di depistaggio dei carabinieri coinvolti. A tal proposito la ricostruzione della magistratura è sconvolgente. I carabinieri, in particolare il tenente colonnello Cagnazzo, agirono per sviare le indagini. Provando subito ad accreditare la pista passionale. Poi quando notò che questa opzione non era più credibile, tentò di scaricare ogni responsabilità su un pregiudicato italo-brasiliano, Bruno Humberto Damiani.

Nello specifico, nelle ore immediatamente successiva all’omicidio, i carabinieri indagati, nonostante non avessero alcuna delega dalla Procura, prelevarono le immagini del sistema di videosorveglianza di un negozio che aveva le telecamere installate sulla piazza di Pollica. Le manipolarono e sulla scorta di quelle immagini taroccate, il colonnello Cagnazzo scrisse l’informativa nella quale segnalava Damiani come coinvolto nella vicenda. Damiani, era in carcere a Bogotà, dove fu ascoltato dai magistrati e poi estradato in Italia. Ma la sua posizione fu archiviata per ben due volte non essendoci elementi validi.

“Speriamo davvero di essere all’atto conclusivo di questa terribile vicenda“. Così il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, vicesindaco dell’amministrazione Vassallo dal 2005 al 2010, a proposito delle novità sulle indagini. “L’augurio – prosegue Pisani – è che la magistratura, che in tutti questi anni non si è mai fermata, proseguendo nella ricerca della verità, faccia chiarezza su circostanze più volte da noi poste all’evidenza degli inquirenti e che ancora non hanno trovato risposta.”. 

tenente colonnello Fabio Cagnazzo
Tags: candidato sindacoomicidiopollicaprimopiano
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