“Sono stupefatto che, nonostante i divieti ferrei e il continuo flusso di notizie, ci sia ancora chi compia queste leggerezze. Forse il parroco pensava di fare una cosa buona, ma non è così”. Il sindaco di Sant’Arpino Giuseppe Dell’Aversana commenta la vicenda della chiesa di San Canione, dove si è celebrata la messa della domenica delle Palme alla presenza di una decina di fedeli, che non hanno resistito alla ‘tentazione’ di sfidare le norme per assistere di persona alla celebrazione liturgica.
Eppure sul gruppo Facebook della parrocchia fa ancora bella mostra di sé l’annuncio che la “Santa messa del 5 aprile 2020 verrà trasmessa su questa pagina alle ore 10 celebrata dal nostro parroco don Mario Puca” e, in un post precedente, veniva ribadito alla comunità di San Canione che “per le festività pasquali quest’anno a causa del Coronavirus il parroco don Mario Puca celebrerà le messe online con la diretta delle messe della domenica delle Palme e la messa di Pasqua”.
Ma la superficialità del sacerdote e dei presenti non è sfuggita a qualcuno, che ha avvertito i carabinieri. I militari, intervenuti per accertare il fatto, non hanno potuto fare altro che applicare la legge: sanzione amministrativa e 14 giorni di quarantena per tutti. A quanto pare il parroco è andato oltre anche a ciò che è scritto nel documento della curia di Aversa del 28 marzo scorso sulle “Riflessioni e norme per la Santa Pasqua”, in cui è specificato che “alle celebrazioni, osservando scrupolosamente le prescrizioni sanitarie ordinate dalle autorità civili, particolarmente avendo attenzione a tenere la necessaria distanza fisica tra le persone, potranno partecipare il celebrante, i sacerdoti e i diaconi ordinariamente presenti nella parrocchia o nel territorio di competenza, un ministrante, un cantore, un’organista, eventualmente due operatori per la trasmissione” in diretta streaming.
“Forse il parroco si è allargato – ha proseguito Dell’Aversana – ma questi errori vanno a discapito della salute dei cittadini. Purtroppo Matteo Salvini fa solo guai – afferma il sindaco, riferendosi alla proposta del leader della Lega di riaprire le chiese per Pasqua – fa guai da vice premer, da politico e, speriamo di non lo diventi, anche da prete”.