La crisi economica generata dall’epidemia di Covid-19 fa sentire i suoi primi effetti sull’economia campana mettendo letteralmente in ginocchio tutto l’indotto e i comparti produttivi legati al turismo, soprattutto a Napoli, nelle località costiere e nelle isole, azzerando completamente una delle principali fonti di reddito e di sviluppo dell’intera regione.
Secondo una prima stima raccolta dalle associazioni di categoria, questi giorni di chiusura forzata delle attività economiche e commerciali legate ai settori alberghiero e della ristorazione, avrebbero generato in Campania, per il solo periodo a cavallo tra marzo e aprile, una perdita economica pari a 890 milioni di euro. Si tratta di cifre da capogiro, se valutate in un arco temporale così breve, che offrono il quadro di una situazione economica senza precedenti. Perdite così alte nel settore non si stimavano dai tempi del secondo dopoguerra: le attività commerciali chiuse in seguito all’emergenza sono oltre 550mila, con conseguenze disastrose per tutti i commercianti e i lavoratori colpiti.
Le previsioni per la ripresa si dividono tuttavia tra ottimismo e preoccupazioni. Se da un lato le piattaforme di prenotazione dei viaggi on-line come Airbnb sperano in un rimbalzo economico sul finire dell’emergenza, albergatori e ristoratori fanno i conti in questo periodo con perdite che oscillano attorno al 90% del fatturato. La Regione Campania, dal canto suo, è venuta in parte incontro alle richieste del settore della ristorazione, predisponendo, entro la fine del mese di aprile, la riapertura delle attività ristorative per le sole consegne a domicilio, allentando così la presa rispetto alle misure fortemente restrittive adottate fino ad ora. Nel frattempo, per far fronte alle perdite del settore alberghiero, Palazzo Santa Lucia ha stanziato, sotto la pressione dei sindacati e delle associazioni di categoria, una prima tranche da 30 milioni di euro di aiuti per far fronte ad una prima emergenza che coinvolge 25mila lavoratori impiegati stagionalmente nel settore, privati di ogni fonte di reddito a causa del Covid-19.
Una situazione analogamente disastrosa si registra nel settore del mercato immobiliare che rappresenta il 5% del Pil della nostra economia. La grave crisi ha infatti prodotto una grossa incertezza negli investimenti che si ripercuote come una scure sui mercati e sui lavoratori del settore. Gli investimenti sul mattone infatti sono stati completamente azzerati nella nostra regione e si attendono misure ad-hoc per il rilancio. L’annichilimento peggiore si registra soprattutto nel mercato delle locazioni estive, in quanto, per via della crisi epidemiologica, le persone hanno smesso di fittare appartamenti e di acquistare case dove trascorrere le vacanze estive.