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Home Italia

Lavoro, in Italia continuano a diminuire il numero degli artigiani: Le figure più ricercate

Nuove professioni come tatuatori, parrucchieri, videomaker e social manager prendono il posto dei mestieri tradizionali. Dati dello studio della Cgia sul declino degli artigiani in Italia

redazione di redazione
27 Agosto 2023
in Italia, Società

L’artigianato in Italia sta subendo una profonda trasformazione, con sempre meno giovani disposti a intraprendere i mestieri tradizionali come idraulici, elettricisti e meccanici. Allo stesso tempo, nuove professioni legate al benessere e all’informatica, come tatuatori, parrucchieri, videomaker e social manager, stanno guadagnando terreno. Questi sono i risultati di uno studio condotto dall’Ufficio studi della Cgia (Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato) sulla situazione degli artigiani nel paese.

Dal 2012, il numero di artigiani in Italia è diminuito di quasi 325.000 unità (-17,4%). Solo nel 2021, il numero totale è aumentato leggermente rispetto all’anno precedente, ma negli ultimi 10 anni la tendenza è stata al ribasso. Secondo i dati dell’Inps del 2022, gli artigiani contavano 1.542.299, suggerendo che non solo i giovani sono sempre meno interessati a queste professioni, ma anche artigiani che lavorano da anni preferiscono chiudere la propria attività e cercare impiego come dipendenti per una maggiore sicurezza. “Oggi, nelle nostre città e nei paesi di provincia, molte attività artigianali sono in via d’estinzione. Il panorama urbano sta cambiando e sempre meno botteghe artigiane ospitano professioni come calzolai, fabbri, falegnami, fotografi, sarti, tappezzieri e molte altre“, affermano gli analisti della Cgia.

Al contrario, settori come il benessere e l’informatica stanno crescendo. Nel settore del benessere, acconciatori, estetisti e tatuatori stanno vivendo un costante aumento. Nel campo dell’informatica, i professionisti del web marketing, i videomaker e gli esperti di social media stanno guadagnando terreno. Tuttavia, questa crescita non è sufficiente a compensare le chiusure nell’artigianato tradizionale.

Le cause di questa tendenza sono molteplici: l’aumento dell’età media degli artigiani, la forte concorrenza della grande distribuzione e del commercio elettronico, il rincaro degli affitti e delle tasse. Inoltre, i consumatori hanno adottato un nuovo approccio agli acquisti, preferendo prodotti in serie e servizi consegnati a domicilio. Nonostante la crisi, molti imprenditori dell’artigianato segnalano la difficoltà nel trovare personale interessato a queste professioni.

Le figure più ricercate

In tutto il Paese si fatica a reperire nel mercato del lavoro giovani disposti a fare gli autisti, gli autoriparatori, i sarti, i pasticceri, i fornai, i parrucchieri, le estetiste, gli idraulici, gli elettricisti, i manutentori delle caldaie, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i batti-lamiera. Senza contare che nel mondo dell’edilizia è sempre più difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri.

In conclusione, l’artigiano del futuro dovrà abbracciare la tecnologia per rilanciare i “vecchi saperi”. Le province più colpite da questa diminuzione sono state Vercelli, Teramo, Lucca, Rovigo e Massa-Carrara. Al contrario, i declini più contenuti sono stati registrati a Trieste, Napoli e Bolzano.

Tags: artigianilavoroprimopiano
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