L’ ultimo capolavoro di Giacomo Puccini è lo spettacolo che segna l’avvio delle celebrazioni per il centenario della morte del compositore nel 2024 ed è anche un omaggio a Maria Callas (nata nel 1923) tre volte nel ruolo nel 1949 al suo debutto napoletano: successo delle voci e divergenza di opinioni sulla regia durante l’inaugurazione della stagione al Teatro San Carlo di Napoli, con la rappresentazione della Turandot.
Il regista russo Vasily Barkhatov ha debuttato in Italia, e la produzione ha ricevuto applausi calorosi. La trama della Turandot è stata reinterpretata in modo originale, con una narrazione che inizia con una coppia litigante in auto dopo un funerale. Il sipario si apre su un’ambientazione surreale, con un’auto distrutta e una sala operatoria in movimento. La storia si sviluppa come un sogno o un incubo, con il protagonista, Calaf, in coma e impegnato in una lotta tra la vita e la morte. Nel corso degli atti successivi, la trama si sviluppa ulteriormente con Turandot e Calaf che si alternano nel combattere per la vita. La regia di Barkhatov enfatizza l’umanità dei personaggi. Il finale, musicalmente curato da Alfano, presenta un’inversione di ruoli e si conclude con un bacio cinematografico tra i protagonisti, sottolineando il trionfo dell’amore.
Intanto continua a tenere banco la querelle sulla presenza del San Carlo nel dossier Unesco presentato dal ministero della Cultura per l’inserimento del canto lirico nel patrimonio mondiale immateriale. Per il presidente della Campania Vincenzo De Luca il massimo napoletano non è stato citato. Il sottosegretario GianMarco Mazzi ha mostrato intanto ai giornalisti una copia del famoso dossier. ”Voglio chiudere la polemica. Leggete. Il San Carlo c e’. Basta andare sul sito dell’Unesco”. Mazzi, si è recato nel retropalco per salutare le maestranze del Teatro di San Carlo a Napoli nell’intervallo, presenti i vertici della Fondazione lirico-sinfonica.