Sant’Antimo, omicidio Giulia Tramontano, appello commovente della sorella: “ergastolo per un essere inumano”
Manca una settimana all’inizio del processo per l’omicidio di Giulia Tramontano, uccisa barbaramente da Alessandro Impagnatiello: la prima udienza fissata per l'18 gennaio
In poche ore il post pubblicato sui social da Chiara Tramontano e gli altri familiari di Giulia Tramontano è diventato virale, centinaia di condivisioni e altrettanti commenti per ribadire la vicinanza alla famiglia di Giulia.
Giulia Tramontano
Chiara, la sorella di Giulia, la 29enne barbaramente uccisa dal compagno mentre era al settimo mese di gravidanza lo scorso 27 maggio, ha lanciato un appello toccante. Nel messaggio, chiede una pena esemplare per l’accusato, affermando che nulla potrà riportare indietro Giulia, ma la giustizia può portare un po’ di sollievo al dolore immenso che la famiglia prova. Il 18 gennaio si aprirà il processo ad Alessandro Impagnatiello, 30enne, reo confesso dell’omicidio della 27enne e del figlio Thiago che portava in grembo.
Chiara, nel post pubblicato sui social si rivolge alla memoria di Giulia, definendola guida, spalla e riparo da tempesta, e menziona anche gli altri membri della famiglia. L’appello continua a toccare i genitori, Loredana e Franco, che vivono nel ricordo della figlia Giulia e sono diventati “ergastolani del dolore” davanti alla sua foto impressa su un pezzo di marmo. Chiara, infine, conclude il suo post ringraziando coloro che condividono e diffondono il messaggio, sottolineando che al processo Giulia rappresenterà la figlia di tutti, da difendere e a cui garantire giustizia. La card con la richiesta di “giustizia ed ergastolo per l’essere inumano” diventa virale, alimentando il sostegno e la solidarietà online.
Il post
“Giustizia per Chiara, che ha perso sua sorella maggiore, guida, spalla e riparo da tempesta – si legge nel lungo post –. Giustizia per Mario, che a soli 21 anni ha portato sulle spalle la bara di sua sorella e suo nipote ed in silenzio urla strazio e dolore. Giustizia per Loredana e Franco, la cui vita si è fermata quel giorno e che vivono nel solo ricordo della figlia Giulia, che hanno cullato dal primo giorno e cresciuto per 29 anni con amore e dedizione. Oggi sono ergastolani del dolore di fronte alla foto della figlia impressa su un pezzo di marmo“. E infine un appello, “se vuoi, condividi per gridare giustizia per mia sorella e mio nipote, barbaramente uccisi il 27 Maggio 2023“.
In tribunale, come parti civili, oltre alla famiglia di Giulia, assistita da Giovanni Cacciapuoti, anche il Comune di Senago che si è costituito parte civile e sarà rappresentato dall’avvocato Antonio Ingroia.
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