All’alba di oggi, martedì 17 settembre, inferto un duro colpo al clan Esposito di Bagnoli. Appena tornato in libertà, il ras del clan, Massimiliano Esposito, aveva da subito cercato di riaffermare il controllo nella zona di Napoli Ovest, considerandola “suo territorio esclusivo”.
Il boss ha ricostituito il clan con un piano ben preciso, che includeva estorsioni sistematiche, azioni di guerriglia urbana e il predominio sul traffico di droga nelle discoteche di Coroglio. Tuttavia, Esposito non aveva previsto l’indagine avviata già dal 2022 dalla squadra mobile e dal commissariato di Bagnoli, che ha portato a un’importante svolta all’alba di oggi, martedì, con un blitz che ha visto l’emissione di 13 mandati di arresto e l’iscrizione di 17 persone nel registro degli indagati.
Nonostante il successo dell’operazione, il boss Esposito è riuscito a far perdere le sue tracce prima dell’arrivo della polizia. Dall’ordinanza di custodia cautelare, redatta dal giudice Isabella Iaselli e composta di 182 pagine, emerge un quadro dettagliato delle accuse contro il ras e i suoi collaboratori, accusati di vari crimini, tra cui associazione mafiosa, traffico di droga, possesso di armi ed estorsione, tutti aggravati dalla finalità mafiosa per rafforzare il clan Esposito-Nappi.
Tra gli arrestati figurano anche la moglie di Esposito, Maria Matilde Nappi, e i suoi figli, Massimiliano Junior e Cristian Esposito. Inoltre, tra gli indagati compare un minorenne, già noto per la sua amicizia con Gennaro Ramondino, il ventenne assassinato e poi bruciato a Pianura all’inizio del mese. I due erano stati coinvolti in un precedente attentato nel 2022, quando Ramondino era scampato a un agguato a Varcaturo. Oltre al vasto giro di spaccio di stupefacenti, al boss Esposito e ai suoi affiliati viene contestata anche la gestione esclusiva del business dei parcheggiatori abusivi, che domina via Coroglio e le zone circostanti le affollate discoteche, un’attività capace di fruttare decine di migliaia di euro ogni settimana.