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Home Cronaca Caserta

Casal di Principe, rifiuti tossici interrati dal clan. Falda contaminata: testimonianza funzionario Arpac

Secondo la deposizione del tecnico dell’Arpac, emersa durante il processo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i rifiuti interrati sotto lo stadio di Casal di Principe dal clan dei Casalesi avrebbero contaminato le falde acquifere

redazione di redazione
17 Settembre 2024
in Caserta, Cronaca

Secondo una testimonianza chiave emersa durante il processo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i rifiuti interrati sotto lo stadio di Casal di Principe dal clan dei Casalesi avrebbero contaminato le falde acquifere, mettendo in pericolo la salute dei residenti. Questo è quanto dichiarato da un funzionario dell’Arpac, intervenuto come testimone nell’ambito del processo sui rifiuti tossici della camorra, che vede imputati noti esponenti del clan, tra cui Walter Schiavone, fratello di Francesco “Sandokan” Schiavone, tristemente famoso anche per la sua villa in stile “Scarface”, divenuta il simbolo del potere criminale prima di essere confiscata dallo Stato. Tra gli imputati figurano anche il cugino di Walter e Sandokan, Francesco Schiavone detto “Cicciariello”, e altri membri di spicco come Nicola Pezzella e Luigi D’Ambrosio.

Foto (ANSA)

Il processo è frutto di un’inchiesta avviata dalla Dda di Napoli nel 2014, grazie alle rivelazioni di collaboratori di giustizia. Gli scavi effettuati nei pressi dello stadio comunale di Casal di Principe hanno confermato la presenza di circa 150mila metri cubi di rifiuti pericolosi.

Secondo il tecnico dell’Arpac, gli scavi sono stati condotti fino a 5 metri di profondità e seguiti da sondaggi che hanno permesso di analizzare il suolo. I test hanno rivelato la presenza di sostanze pericolose, tra cui amianto, detriti da demolizione e fanghi di depurazione accumulatisi nel tempo. È stato inoltre rilevato che la falda acquifera si trovava a meno di 7 metri dalla superficie, mentre altri strati di rifiuti sono stati rinvenuti fino a 13 metri di profondità. L’accumulo di materiali ha generato un avvallamento di circa 20 metri. Il Comune di Casal di Principe ha scelto di costituirsi parte civile nel processo, con la rappresentanza legale affidata all’avvocato Giovanni Zara.

Tags: Casal di Principerifiuti tossici
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