Droga e cellulari direttamente in cella, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, almeno a giudicare dall’indagine condotta dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria con il supporto del personale locale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
L’agente della Polizia Penitenziaria, in servizio presso la Casa Circondariale sammaritana, è stato arrestato in flagranza di reato: è stato trovato in possesso di 11 panetti di hashish, per un peso complessivo di oltre un chilogrammo. Una successiva perquisizione della sua automobile ha rivelato altri 27 panetti nascosti nel bagagliaio, per un totale di 2,4 chili di droga. Il materiale sequestrato era destinato ai detenuti del penitenziario.
Dalle indagini svolte dagli inquirenti, il poliziotto avrebbe stretto accordi corruttivi con alcuni detenuti e i loro familiari, impegnandosi a introdurre illegalmente hashish, cocaina e telefoni cellulari all’interno della struttura detentiva, in cambio di compensi in denaro. Le indagini preliminari, avviate da diversi mesi, hanno permesso di far luce su queste attività illecite, culminate con l’arresto. A seguito della convalida, il GIP ha disposto la custodia cautelare in carcere, misura confermata anche dal Tribunale del Riesame l’8 gennaio 2025. Le autorità giudiziarie hanno ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, avvalorando le accuse di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e corruzione ai sensi dell’articolo 319 del Codice penale. Va tuttavia sottolineato che il procedimento è ancora nella fase preliminare. L’indagato, come previsto dalla legge, è considerato innocente fino a una sentenza definitiva che stabilisca la sua responsabilità.