Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha riconosciuto che le azioni finora adottate per affrontare l’emergenza ambientale nella Terra dei Fuochi non sono state sufficienti. Durante un’audizione in commissione Ecomafie, ha sottolineato come, sebbene da oltre dieci anni siano stati introdotti diversi interventi per il risanamento ambientale e la tutela della salute nell’area a cavallo tra le province di Napoli e Caserta dove vivono circa 2,9 milioni di abitanti, sia necessario accelerare e intensificare gli sforzi.

Il ministro ha fatto riferimento alla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per la mancata tempestività nell’adozione di misure risolutive prima del decreto-legge 136 del 2013, il primo provvedimento nazionale volto a contrastare l’inquinamento nella zona. Solo con questa normativa, ha evidenziato la Corte, si è iniziato a mappare i terreni agricoli per individuare contaminazioni dovute allo smaltimento illegale e alla combustione di rifiuti, nonostante il problema fosse noto da quasi vent’anni. Il decreto ha previsto indagini tecniche per accertare il livello di contaminazione dei terreni campani destinati all’agricoltura, permettendo di individuare le aree non idonee alla produzione agroalimentare. Per il coordinamento di queste attività, è stato istituito un gruppo di lavoro interministeriale con il coinvolgimento di Regione Campania, ISPRA, AGEA, CREA e ISS.

