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Home Cronaca

Terra dei Fuochi, il governo ammette: “interventi fatti finora non sono stati sufficienti a risolvere il problema”

A fine gennaio 2025, la Corte europea dei diritti umani aveva condannato l’Italia per non aver adottato misure tempestive nel contrastare l'inquinamento e la salute dei cittadini

redazione di redazione
13 Febbraio 2025
in Cronaca, Italia

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha riconosciuto che le azioni finora adottate per affrontare l’emergenza ambientale nella Terra dei Fuochi non sono state sufficienti. Durante un’audizione in commissione Ecomafie, ha sottolineato come, sebbene da oltre dieci anni siano stati introdotti diversi interventi per il risanamento ambientale e la tutela della salute nell’area a cavallo tra le province di Napoli e Caserta dove vivono circa 2,9 milioni di abitanti, sia necessario accelerare e intensificare gli sforzi.

–

Il ministro ha fatto riferimento alla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per la mancata tempestività nell’adozione di misure risolutive prima del decreto-legge 136 del 2013, il primo provvedimento nazionale volto a contrastare l’inquinamento nella zona. Solo con questa normativa, ha evidenziato la Corte, si è iniziato a mappare i terreni agricoli per individuare contaminazioni dovute allo smaltimento illegale e alla combustione di rifiuti, nonostante il problema fosse noto da quasi vent’anni. Il decreto ha previsto indagini tecniche per accertare il livello di contaminazione dei terreni campani destinati all’agricoltura, permettendo di individuare le aree non idonee alla produzione agroalimentare. Per il coordinamento di queste attività, è stato istituito un gruppo di lavoro interministeriale con il coinvolgimento di Regione Campania, ISPRA, AGEA, CREA e ISS.

Nello specifico, per la Corte europea “lo Stato italiano non ha risposto alla gravità della situazione con la diligenza e la rapidità richieste, nonostante fosse a conoscenza del problema da molti anni”. I giudici hanno concesso all’unanimità all’Italia due anni di tempo per “sviluppare una strategia globale per affrontare la situazione, istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente e una piattaforma di informazione pubblica“.

Il governo sta valutando con l’Avvocatura dello Stato la possibilità di ricorrere alla Grande Camera della CEDU contro la sentenza. Tuttavia, Pichetto Fratin ha ribadito la necessità di un’azione immediata, con una collaborazione rafforzata tra le istituzioni per monitorare e prevenire ulteriori danni ambientali, intervenendo su terreni, falde acquifere e pozzi della regione Campania.

Tags: Terra dei fuochi
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