Un sofisticato sistema di frode fiscale è stato smascherato dalla Guardia di Finanza di Pisa, che ha eseguito un sequestro preventivo di oltre 400mila euro in crediti d’imposta fittizi destinati a lavori di recupero edilizio mai effettuati. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna, ha portato alla denuncia di un imprenditore casertano, accusato di truffa aggravata.
L’uomo, a capo dell’azienda, con sede a Crevalcore (Bologna), è un 62enne originario di Casal di Principe (Caserta): il 62enne avrebbe ottenuto i crediti fiscali accedendo in maniera fraudolenta ai “cassetti fiscali” di ignari cittadini. Per bloccare il meccanismo illecito e prevenire ulteriori danni, le Fiamme Gialle hanno sequestrato direttamente i crediti d’imposta, impedendone la monetizzazione e tutelando le risorse pubbliche.
L’indagine e lo schema fraudolento
L’inchiesta ha preso avvio dalla segnalazione di un cittadino che ha scoperto l’uso illecito del proprio nome per la cessione di crediti d’imposta. Approfondendo la vicenda, i militari della compagnia di Pontedera hanno portato alla luce una rete di illeciti legati agli incentivi fiscali previsti dal “Sisma Bonus” (D.L. 63/2013). L’azienda coinvolta dichiarava interventi di ristrutturazione inesistenti per maturare crediti fiscali, senza però passare per gli intermediari autorizzati previsti dalla normativa vigente.
Le anomalie e il sequestro
Dalle verifiche è emerso che la società aveva registrato crediti d’imposta per centinaia di migliaia di euro, nonostante le fatture emesse fossero di importi nettamente inferiori. I controlli sui presunti cantieri nella provincia di Pisa hanno confermato che gli interventi dichiarati non erano mai stati eseguiti: nessuna traccia di lavori, ponteggi, operai o cartelli obbligatori nei condomini indicati dalla ditta.