Per circa un’ora, Piazza del Plebiscito cambierà volto, trasformandosi in una straordinaria scuola di danza all’aperto. Di fronte alla basilica di San Francesco da Paola e al maestoso Palazzo Reale, la storica piazza accoglierà 3.000 ballerini — tra professionisti e appassionati — per una lezione collettiva condotta dai primi ballerini del Teatro di San Carlo, in uno degli eventi più suggestivi delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Napoli.
Sbarre disposte ordinatamente lungo la piazza e abiti da danza bianchi hanno creato una scenografia d’impatto. Un’iniziativa unica nel suo genere, ideata dal Comune di Napoli in collaborazione con la Fondazione Teatro di San Carlo, con il sostegno del Ministero della Cultura. L’evento si è svolto in occasione della Giornata Internazionale della Danza, con l’obiettivo di celebrare la danza come linguaggio universale e ponte tra le persone.
La partecipazione è stata gratuita, ma regolata da iscrizione online. I requisiti? Abbigliamento bianco, mezze punte, tappetino in gommapiuma e tanta voglia di danzare. Il ritrovo per i partecipanti era fissato alle 11.45, per il riscaldamento preliminare e l’assegnazione delle postazioni. La lezione vera e propria è iniziata alle 12.30, con una sessione di circa 50 minuti guidata dalle sei étoile del Massimo partenopeo, sotto la supervisione della direttrice del Corpo di Ballo, Clotilde Vayer.
«Abbiamo ricevuto oltre tremila adesioni in pochi giorni — ha raccontato con entusiasmo Laura Valente, direttrice artistica del progetto Napoli 2500 —. I partecipanti sono arrivati da ogni angolo d’Italia, da Pompei a Torino, da Venezia a Torre del Greco, approfittando anche del ponte festivo. Sarà una grande emozione vedere danzare il Plebiscito, una delle piazze più iconiche della nostra città, grazie anche alla forte volontà del sindaco Gaetano Manfredi che ha sostenuto con convinzione questa iniziativa».
L’incontro non è stato pensato come un evento elitario, ma come un momento di condivisione, accessibile e aperto a tutti. Un esempio concreto di come la cultura e la danza possano diventare strumenti di partecipazione, inclusione e visione per il futuro. Napoli, ancora una volta, si conferma città dell’arte viva, capace di far vibrare la sua anima attraverso la bellezza del movimento.