Banda dei furti nelle tabaccherie, sei gli arrestati: il modus operandi e i colpi messi a segno
L’indagine è partita da tre colpi messi a segno tra gennaio e marzo 2024 a San Prisco, nella frazione San Clemente di Caserta e a Maddaloni. I ladri avevano trafugato sigarette, biglietti "Gratta e vinci" e contanti per un valore complessivo di oltre 38mila euro
Colpi rapidi, studiati nei dettagli e sempre all’ora di pranzo: così agiva la banda specializzata nei furti ai danni delle tabaccherie del Casertano, sgominata all’alba dai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Caserta. Sono sei le persone finite agli arresti domiciliari, su ordine del gip di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica locale. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere e furto aggravato.
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I dettagli dell’operazione sono stati illustrati in conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri di Caserta, alla presenza del tenente colonnello Giovanni Galiota, del capitano Giovanni Riacà e del capitano Mario Peccia. L’indagine è partita da tre colpi messi a segno tra gennaio e marzo 2024 a San Prisco, nella frazione San Clemente di Caserta e a Maddaloni. I ladri avevano trafugato sigarette, biglietti “Gratta e vinci” e contanti per un valore complessivo di oltre 38mila euro. I furti, tutti avvenuti tra le 13 e le 14.30, avevano fatto ipotizzare l’esistenza di un gruppo organizzato.
Il modus operandi era ben rodato: i malviventi raggiungevano l’obiettivo a bordo di un furgone a noleggio, con targhe false. Due di loro, con il volto parzialmente coperto, scendevano e, usando chiavi alterate, forzavano l’ingresso delle attività commerciali, mentre il mezzo si allontanava per non attirare sospetti. Una volta compiuto il furto, il furgone tornava per caricare uomini e refurtiva in pochi istanti, consentendo una rapida fuga. In alcuni casi era presente anche un’auto “staffetta” a supporto. Gli ingressi nei negozi avvenivano senza effrazione: le serrature venivano aperte grazie a copie delle chiavi preparate da specialisti, oppure – in almeno un caso – con una chiave sottratta direttamente alla tabaccheria. Le indagini hanno inoltre documentato almeno cinque tentativi di furto falliti: tra i bersagli mancati, tabaccherie di Casapulla, Montecorvino Rovella, Bacoli e alcuni esercizi nei quartieri Vomero e via Toledo a Napoli.
A capo della banda c’erano un 53enne napoletano e un 27enne di Giugliano in Campania, che individuavano gli obiettivi, organizzavano i sopralluoghi e partecipavano materialmente ai furti. Gli altri membri, napoletani tra i 34 e i 65 anni, si occupavano di compiti operativi, come guidare i veicoli o agire da palo. Prima di ogni colpo, la banda studiava il terreno: fotografavano serrature e antifurti, valutavano l’afflusso di clienti e pedinavano i commercianti per conoscere le loro abitudini.
Durante l’attività investigativa, i carabinieri hanno sequestrato telefoni cellulari e parte dell’abbigliamento usato per i furti. Dalle intercettazioni è emerso che i membri della banda si chiamavano tra loro solo con nomi fittizi, usando ad esempio il nome “Marco” per non essere identificati. Inoltre, gli investigatori hanno sottolineato come il “pendolarismo criminale”, con malviventi provenienti da Napoli a caccia di bersagli nel Casertano, sia una dinamica particolarmente attenzionata. Caserta rappresenterebbe infatti una meta appetibile per l’assenza di videosorveglianza capillare e la facilità di fuga attraverso arterie come la Variante Anas.
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