Non semplici ladri d’appartamento, ma una vera e propria holding del crimine, organizzata in sette gruppi familiari interconnessi e capaci di muoversi con precisione militare tra sette diverse province. È questo il bilancio della vasta operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, che oggi hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia in carcere per 38 persone. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, ha permesso di fare luce su un raggio d’azione vastissimo che abbraccia Napoli, Caserta, Benevento, Salerno, Avellino, spingendosi fino a Frosinone e Roma.

Una “macchina da guerra” del crimine
Il quadro delineato dagli inquirenti descrive un sistema oliato e professionale. I gruppi criminali non lasciavano nulla al caso:
- Il travestimento: Per non destare sospetti durante i sopralluoghi o gli spostamenti, i malviventi si fingevano spesso rider di note piattaforme di consegna cibo.
- La tecnica: Utilizzavano chiavi universali e strumenti sofisticati (come i flessibili per scardinare le casseforti), muovendosi su auto dotate di vani segreti per nascondere refurtiva e attrezzi del mestiere.
- La rapidità: Una volta sottratti gioielli e oro, il bottino veniva monetizzato in poche ore grazie a ricettatori di fiducia che gestivano veri e propri mercati neri con quotazioni quotidiane dei metalli preziosi.

