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Home Campania

Allarme veleni nelle falde in Campania. La Regione ordina verifiche urgenti: la mappa dei comuni a rischio

ASL mobilitate dopo lo studio shock della Federico II. Il dossier conferma superamenti di sostanze tossiche in 4 province. "Rete idrica sicura", sotto osservazione pozzi privati e prodotti agricoli: "Verifiche immediate"

redazione di redazione
6 Maggio 2026
in Campania, Cronaca

Sostanze cancerogene oltre i limiti di legge nelle acque sotterranee di quattro province campane. È il verdetto inquietante di uno studio pluriennale condotto dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Federico II, diretto dal professor Paolo Montuori. I dati hanno spinto la Direzione Generale della Sanità regionale a inviare una direttiva d’urgenza alle ASL e all’Arpac per avviare controlli a tappeto su ambiente, salute e filiera agroalimentare.

Le sostanze killer: Tce e Pce

Sotto la lente degli esperti sono finiti il tricloroetilene (Tce), classificato come cancerogeno e associato a potenziali tumori a fegato e reni e, il tetracloroetilene (Pce), ritenuto probabile cancerogeno. La maggiore criticità riguarda le contaminazioni delle acque di falda e dei pozzi privati non censiti o non autorizzati, mentre l’Ateneo rassicura: “La rete idrica è costantemente monitorata e non presenta criticità”.

La mappa del rischio: i Comuni coinvolti

Lo studio, che analizza campioni raccolti tra il 2020 e il 2025, evidenzia situazioni critiche in diverse aree della regione:

  1. Casertano (Area più colpita): Maglia nera a Villa Literno, dove tra il 2023 e il 2025 i veleni sono stati trovati non solo in pozzi privati, ma anche in uffici pubblici, scuole, cimiteri e caserme. Valori anomali registrati anche ad Aversa, Casal di Principe, Casapesenna, Castel Volturno e Succivo.
  2. Napoletano: Sforamenti ad Acerra (con picchi di Tce già correlati a patologie locali), Giugliano, Boscoreale e Striano.
  3. Avellinese: Allarme concentrato a Montoro, dove il fenomeno nel 2025 ha mostrato una particolare sensibilità per il possibile coinvolgimento di serbatoi e partitori.
  4. Salernitano: Criticità rilevate nel 2024 nei comuni di Scafati, Angri e Sarno.

Il pericolo per la catena alimentare

Il timore principale della Regione, riguarda l’uso delle acque contaminate per l’irrigazione dei campi. In zone ad alta densità agricola, il rischio è che le sostanze tossiche entrino nella filiera alimentare attraverso il bioaccumulo nei prodotti della terra. La direttiva regionale impone ora alle ASL di censire i pozzi privati non autorizzati e di valutare l’esposizione indiretta della popolazione. Parallelamente, l’Arpac e i gestori idrici dovranno blindare la filiera idropotabile per escludere qualsiasi tipo di interferenza con le reti che portano l’acqua nelle case dei cittadini.

Tags: ArpacAslfaldepozziprimopianoRegione CampaniaUniversità degli Studi di Napoli Federico II
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