Una potentissima Audi RS che sfreccia nel traffico, i dispositivi di emergenza accesi per farsi largo tra le macchine e una pattuglia dell’Arma alle costole. Sembra la scena di un film poliziesco, ma è quanto accaduto nella serata di venerdì 22 maggio lungo il viale Carlo III di Borbone, l’arteria che collega Caserta alla sua provincia. Un posto di blocco della Sezione Radiomobile si è trasformato in un rocambolesco inseguimento ad alta velocità, conclusosi con il violento arresto di cinque persone.
La folle corsa e i finti poliziotti
I carabinieri hanno intercettato il SUV sportivo a causa di una serie di sorpassi azzardati e manovre pericolose. Quando i militari hanno imposto l’alt, il conducente ha schiacciato l’acceleratore dando il via alla fuga. Per aprirsi un varco tra le auto ed eludere i controlli, i fuggitivi hanno attivato dei dispositivi acustici e luminosi del tutto simili a quelli in dotazione alle forze dell’ordine, contando anche su una paletta contraffatta nascosta nell’abitacolo. Il lunghissimo inseguimento si è spostato fino al territorio di Capodrise. Giunti in viale Europa, vistisi braccati, i cinque hanno abbandonato il mezzo per tentare una disperata fuga a piedi nelle campagne e nelle strade circostanti.
La cattura e la colluttazione
Il coordinamento immediato della centrale operativa ha permesso di far convergere sul posto i Carabinieri di San Nicola la Strada e della Compagnia di Marcianise. Nel giro di pochi minuti i militari hanno circondato l’area e scovato tutti i fuggitivi. Prima di essere ammanettati, i cinque hanno tentato un ultimo screening di violenza, strattonando e spintonando i carabinieri nel tentativo di scappare. Il gruppo è composto da una banda ben assortita: due giovani di 25 e 20 anni residenti rispettivamente a Secondigliano e Castel Volturno, un cittadino serbo di 44 anni senza fissa dimora, un 47enne di Secondigliano e un altro 25enne dell’area nord di Napoli.
Rinvenuto e sequestrato il kit del perfetto scassinatore
La perquisizione sul SUV ha svelato il probabile motivo di una fuga così strutturata. All’interno dell’Audi i militari hanno sequestrato un vero e proprio kit da scasso professionale: flessibili, piedi di porco, mazze, cacciaviti e guanti da lavoro. Non solo: la targa montata sul veicolo è risultata rubata e appartenente a un’altra vettura, mentre quella originale (estera) era nascosta sotto i sedili. Per i cinque si sono aperte le porte del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Dovranno rispondere, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, riciclaggio, possesso di segni distintivi contraffatti e porto abusivo di attrezzi atti a offendere.