Un bossolo a terra, tracce di sangue sull’asfalto all’altezza del civico 21 di via J. Carrucci e un uomo che lotta tra la vita e la morte all’ospedale San Paolo. È questo il bilancio di un vero e proprio agguato di stampo camorristico scattato nella notte a Pianura, periferia occidentale di Napoli. La vittima è il 37enne Emanuele Arillo, ferito gravemente all’addome e al braccio sinistro. L’uomo si trovava al volante della sua Fiat Panda quando i sicari lo hanno affiancato, aprendo il fuoco a distanza ravvicinata. Trasportato d’urgenza in pronto soccorso poco dopo l’una di notte, Arillo è stato sottoposto a un delicato e d’urgenza intervento chirurgico per rimuovere un frammento di ogiva dall’intestino. Le sue condizioni restano critiche: è ricoverato in codice rosso e la prognosi è riservata.
Il profilo della vittima e i legami di parentela
Il nome di Arillo era già noto agli archivi delle forze dell’ordine — ad agosto 2024 era stato arrestato dopo una fuga con mezzo chilo di marijuana — ma è la sua rete familiare a muovere i sospetti più pesanti degli investigatori. Il 37enne è infatti il cognato di un ventunenne considerato dagli inquirenti antimafia il nuovo ras emergente del quartiere. Un giovane che, sfruttando i vuoti di potere lasciati dai maxiblitz contro i clan storici della zona (i Marsicano-Esposito e i Carillo-Perfetto), avrebbe preso in mano le redini degli affari illeciti sul territorio. I guai con la giustizia orbitano da tempo intorno alla famiglia Arillo: solo poche settimane fa, anche il fratello di Emanuele era finito in manette dopo che la polizia, nella sua casa di via Gesualdo da Venosa, aveva sequestrato un fucile a canne mozze e decine di munizioni.

