Una serata estiva come tante si è trasformata in pochi istanti in uno scenario da far West a Santa Maria Capua Vetere. La tensione in città è ormai alle stelle dopo l’ennesimo episodio di violenza che ha rotto la quiete pubblica a due passi dallo storico Anfiteatro Campano, riaccendendo con forza il dibattito sulla sicurezza urbana.
La dinamica dell’accaduto
Il caos è scoppiato in piazza Adriano. Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo di ragazzi di nazionalità egiziana si era raggruppato nei pressi delle panchine della piazza. Quella che era iniziata come una serata di festa, tra drink e balli, è degenerata improvvisamente: uno dei presenti ha estratto un’arma da fuoco, esplodendo diversi colpi in aria. Il gesto ha scatenato il logico panico tra i cittadini che cercavano un po’ di refrigerio all’aperto e tra i clienti dei tavolini dei locali della zona, costretti a fuggire o a ripararsi.
Le indagini in corso
La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata. Allertati dalle numerose chiamate al 112, sul posto sono accorsi i Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia locale, supportati dagli esperti della Scientifica per i rilievi di rito e il recupero dei bossoli. Al loro arrivo, tuttavia, i responsabili si erano già dileguati facendo perdere le proprie tracce. Gli investigatori stanno ora ascoltando i testimoni oculari e analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che dei negozi privati, per dare un volto e un nome ai componenti del gruppo. Quest’ultimo evento non è che la punta dell’iceberg. Da tempo i residenti di Santa Maria Capua Vetere segnalano episodi di microcriminalità e disordini, e la richiesta della cittadinanza è ormai unanime: servono presidi fissi e un incremento massiccio dei controlli nelle aree più a rischio della città.