Il clima in Italia sta subendo una trasformazione profonda e strutturale. Il rassicurante e mite Anticiclone delle Azzorre, che per decenni ha caratterizzato la stagione calda nel Mediterraneo, sembra ormai un ricordo del passato. Al suo posto si è insediato stabilmente il promontorio subtropicale africano, capace di spingere masse d’aria sahariana direttamente sulla nostra Penisola. Si tratta della conseguenza più evidente del riscaldamento globale: notti tropicali, mari surriscaldati e un’atmosfera carica di energia che aumenta il rischio di fenomeni meteo estremi.
Il picco dell’afa: Sardegna e Centro-Sud oltre i 40°C
La nuova impennata termica si farà sentire con forza da lunedì 13 luglio. L’aria rovente proveniente dal deserto, attraversando il Mediterraneo, si caricherà di umidità nei bassi strati atmosferici, rendendo il caldo opprimente e afoso, in particolare sulle pianure e lungo le coste. La fase più acuta della fiammata africana è attesa tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, con una mappa delle temperature termometri alla mano preoccupante:
- Sardegna: attesi picchi superiori ai 40°C nelle aree interne.
- Centro-Sud: valori diffusamente oltre i 36°C.
Le colonnine di mercurio faranno registrare temperature di 6-8°C superiori alle medie del periodo. Questa anomalia prolungata accenderà i riflettori su potenziali rischi per la salute della popolazione, picchi nei consumi elettrici per i condizionatori e criticità nella gestione delle risorse idriche.

