Tra i tanti settori che l’emergenza epidemiologica ha messo in ginocchio, senza dubbio quelli legati al turismo, allo svago e all’intrattenimento hanno subito un durissimo colpo, soprattutto a Napoli, dove tali attività sono parte fondamentale dell’economia e dell’indotto cittadino. Emblematico è il caso dei parchi divertimento, nei confronti dei quali non è stato preso alcun tipo di provvedimento. Eppure la legge numero 337 del 18 marzo 1968 riconosce la funzione sociale dei parchi divertimento e prevede il consolidamento e lo sviluppo del settore.
Sulla delicata questione è intervenuto Gianluca Vorzillo, imprenditore campano e amministratore da poco meno di due anni del parco divertimenti di Napoli Edenlandia, che in una nota a mezzo stampa ha così dichiarato: “Il nostro parco è molto grande e spazioso, offre divertimenti di ogni genere per grandi e piccini dando lavoro a cento persone. Sento il peso della responsabilità nei loro confronti, dello staff e dei tanti bambini che per questa emergenza sanitaria sono stati costretti a restare a casa”. Vorzillo ha poi continuato: “Non posso che rivolgere un appello a chi ci governa. Gli esperti che da giorni lavorano al piano per la ripartenza del Paese non possono essersi dimenticati del nostro settore, fiore all’occhiello di un’Italia che basa gran parte del suo indotto su turismo e tempo libero“.

