È stata una singolare operazione di recupero quella che ha coinvolto i carabinieri del nucleo cites di Napoli, intervenuti a Caserta a seguito di una segnalazione giunta dalla centrale operativa, concernente la presenza di un rettile di media taglia che vagava tra i box di un condominio sito nell’agro del capoluogo di provincia. L’animale, identificato poi come un tegu argentino (tupinabis merinae), specie non autoctona nel nostro Paese e proveniente dal Sud America, era stato avvistato da alcuni cittadini che, spaventati, hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Giunti sul posto, i militari hanno provveduto a individuare e catturare il rettile con l’ausilio di un medico veterinario, riscontrando come l’esemplare in questione presentasse gravi patologie e alcune ferite agli arti. Il sauro è stato affidato quindi a una struttura autorizzata per le cure necessarie, mentre sono ancora in corso le indagini per risalire ai responsabili dell’abbandono dell’animale, sicuramente detenuto in maniera non lecita dai suoi proprietari. Il tegu argentino, che in natura può superare il metro e mezzo di lunghezza e arrivare a pesare più di 5 chili, è considerato una specie potenzialmente a rischio di estinzione e, pertanto, tutelata sia da leggi nazionali, sia da convenzioni internazionali. Non è considerato tra gli animali pericolosi per la pubblica incolumità ma, se sottoposto a particolari condizioni di stress, può manifestare comportamenti aggressivi nei confronti dell’uomo. 
Due persone, un uomo e una donna, sono state invece arrestate a Casalnuovo di Napoli dai carabinieri della tenenza locale, con l’accusa di possesso e produzione di documenti falsi. La coppia, un cinquantenne e una quarantasettenne, conviventi e già noti alle forze dell’ordine, sono finiti in manette a seguito di una perquisizione nella propria abitazione, durante la quale gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto quattro carte d’identità, due contraffatte e due ancora in bianco, numerose copie di documenti e 4.650 euro in contanti, somma sottoposta a sequestro perché ritenuta provento di attività illecita. I due si trovano al momento agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

