“La memoria ha bisogno di spazi, per essere espressa e condivisa, se la richiudi in una stanza si perde”. Michele Marseglia è di Grumo Nevano, ha 57 anni, è sposato con Rosaria, “un grosso sostegno e una presenza stimolante”, e ha due figli. Persona da sempre impegnata nel volontariato e nel sociale, da tre anni incide pietre con martello e scalpello, quelle pietre trovate lungo i tanti sentieri, o strade, percorsi nelle sue lunghe passeggiate. Amante del trekking e della memoria storica.
Il 9 maggio, ‘Giorno della Memoria’ delle vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro e Peppino Impastato, lo ha celebrato postando un video su Youtube in cui, come dice lui, ha dato spazio alla memoria. Quattro pietre scolpite, con quattro simboli di quattro stragi e quattro date: 12 dicembre 1969 piazza Fontana; 4 agosto 1974 Italicus; 2 agosto 1980 stazione di Bologna; 23 dicembre 1984 strage di Natale.
“Non mi ritengo un artista – esordisce Marseglia – i manufatti (come ama chiamare i suoi lavori, ndr) che creo non hanno valenza artistica, ma essenzialmente espositiva. Nel caso delle pietre del video ho cercato di cogliere il cuore di quei quattro eventi. Durante gli anni mi sono sempre interessato a queste tragedie. Ho effettuato delle ricerche mie personali, partendo dalla strage più eclatante, quella della stazione di Bologna. Poi, tornando indietro nel tempo, sono arrivato alla prima, la strage di piazza Fontana, la madre di tutte le stragi, da cui è iniziata la cruenta scia di sangue. Tutte ciò ha colpito il mio immaginario. Solo una non ho potuto scolpire, quella di piazza della Loggia a Brescia. Non sono riuscito a trovare un’immagine simbolica”.
Per il video in occasione del 9 maggio Marseglia si è fatto aiutare da Luca, uno dei suoi figli. È anche un modo di celebrare la data in maniera diversa da come avrebbe dovuto essere. “C’era un progetto con l’ultima amministrazione comunale di Grumo Nevano caduta qualche mese fa. La commissione cultura ad ottobre dello scorso anno decise all’unanimità di celebrare la giornata della memoria. Una volta caduta l’amministrazione ho riproposto il progetto ai commissari prefettizi, i quali furono d’accordo. In pratica il 9 maggio avremmo dovuto collocare i 4 manufatti in un punto della città e celebrare così il ‘Giorno della memoria’ delle vittime del terrorismo. Purtroppo il Covid ci ha impedito di attuare questa iniziativa e allora ho deciso di pubblicare su Youtube il video”.
Ma c’è un altro motivo per cui Marseglia ha trovato nell’incidere pietre gioia e soddisfazione. È un modo per pregare. “Il primo percorso espositivo è stato realizzato sulle croci nei secoli. Era un modo per capire cosa provava chi scolpiva le croci, ai tempi dei primi cristiani, con solo un martello e uno scalpello. Ho provato poi a scolpire altri simboli cristiani: una barca, un agnello, un’ancora, un pesce. Questa è stata la molla che mi ha spinto. Ogni manufatto realizzato è stato pensato, studiato e ha favorito la preghiera. È un percorso che attraversa i secoli, con croci normanne, longobarde, bizantine, dei cavalieri di Malta. Va inoltre a toccare un aspetto di testimonianza dei cristiani perseguitati in Siria dall’Isis e di tutte le persone perseguitate, anche dalla Chiesa stessa”.
Michele Marseglia ha esposto i suoi lavori in due mostre comunali a Grumo Nevano, una a Sant’Arpino e durante una manifestazione a Benevento, nel settembre dello scorso anno. Ha realizzato una ventina di opere su marmo, pietre di fiume, porfido rosa, pietra leccese. Ora ha in programma di realizzare un Tau francescano in legno da incastrare in una pietra. Le storie dei suoi manufatti sono raccontate sul profilo Instagram ‘Pietre istoriate’. Per vedere il video clicca qui.