“Un lavoro incredibile, una grande fatica, ma stiamo parlando di 55 miliardi di euro, una cifra pari a quella di due manovre, due leggi di bilancio“: il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha presentato con queste parole l’attesissimo decreto Rilancio, illustrato all’ora di cena a una nazione in attesa dopo settimane di polemiche e qualche ritardo, d’altronde ammesso in apertura di conferenza stampa dallo stesso premier. “Vi posso assicurare – ha sottolineato Conte – che ogni ora di lavoro pesava, perché sapevamo di dover intervenire quanto prima. Abbiamo impiegato un po’ di tempo, ma posso assicurarvi che non abbiamo impiegato un minuto di più di quello strettamente necessario per un testo cosi complesso“. Dopo l’approvazione odierna in Consiglio dei ministri, “il decreto Rilancio arriverà in Parlamento. Con le forze di maggioranza ma spero anche con l’opposizione – è andato avanti il presidente del Consiglio – mi auguro che il decreto possa essere migliorato“.
Ed ecco, dunque, le principali misure di sostegno approvate oggi dal Governo. “Introduciamo misure di rilancio e sostegno alle imprese – ha spiegato Conte – per una pronta ripartenza. Aiutiamo le famiglie che hanno figli, per le quali abbiamo un intervento di emergenza e c’è anche il reddito di emergenza per le fasce che hanno bisogno di una maggiore protezione. Poi, per i lavoratori le risorse sono cospicue, pari a 25,6 miliardi di euro. Per gli autonomi e i professionisti iscritti alle gestioni separate arriveranno 600 euro subito, perché saranno dati a chi ne ha già beneficiato. Spero che possano arrivare nelle prossime ore, appena il decreto andrà in Gazzetta ufficiale. E per il mese successivo ci riserviamo di integrarli con un ristoro fino a 1000 euro. Dobbiamo semplificare e fare in modo che questi soldi arrivino in modo semplice, rapido, veloce. Introduciamo, come detto, misure di rilancio e di sostegno alle imprese per orientare l’economia verso una pronta ripartenza. Ci sono 15-16 miliardi alle imprese – ha proseguito il premier – che verranno erogati in varie forme, dalle più piccole fino alla possibilità di capitalizzare le più grandi. Tagliamo, in pratica, 4 miliardi di tasse per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato con lo stop alla rata dell’Irap di giugno. Abbiamo pagato l’85% di cassa integrazione, quasi l’80% di bonus autonomi, misure per 4,6 milioni di lavoratori. Abbiamo lavorato per rendere meno farraginosi i passaggi e confidiamo di recuperare il tempo perduto, avendo snellito la procedura. Ci sono, ancora, 1,4 miliardi per l’università e la ricerca, con l’assunzione di quattromila nuovi ricercatori. In generale, confidiamo di erogare gli ammortizzatori ancora più speditamente di come accaduto finora, perché non ci sono sfuggiti i ritardi e cerchiamo di rimediare”.

