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Home Cronaca

Quartieri spagnoli a Napoli, perquisizioni a tappeto dopo sparatoria e incendio

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
19 Maggio 2020
in Cronaca
sparatoria

sparatoria

Un risveglio particolare, seppure annunciato, quello dei Quartieri spagnoli, oggetto di una serie di operazioni da parte del comando provinciale dei carabinieri di Napoli fin dalle prime ore di oggi. Tra perquisizioni domiciliari, personali e posti di blocco, le attività delle forze dell’ordine sono andate avanti fino al primo pomeriggio. Diversi i pregiudicati del posto oggetto delle attività di controllo, insieme ai vani degli edifici e le aree comuni setacciate, alla ricerca di armi e droga. Decine di carabinieri utilizzati, strade chiuse per individuare un perimetro d’azione, mentre dall’alto i rumorosi elicotteri hanno scrutato l’area attraverso punti di vista privilegiati, per scoraggiare o spegnere sul nascere eventuali tentativi di fuga. Una volta terminate le operazioni, quello che è venuto fuori sono tre episodi di violenza, più di una sparatoria e un incendio, che potrebbero essere intrecciati l’uno all’altro.

Tre episodi, dunque, accaduti a pochissima distanza di tempo e che, piano piano, stanno diventando tasselli combacianti di un puzzle che sembra ancora troppo difficile da risolvere. Il primo tassello va ricondotto alle 22,30 di domenica, quando in vico Canale a Taverna Penta ha preso vita quella che viene definita ‘stesa’. Uno scooter, un palazzo da bersagliare e sei colpi di pistola, sei bossoli calibro 7,65. Nel palazzo abita una famiglia legata a un clan dei Quartieri Spagnoli, non particolarmente potente, ma attiva nel mercato della droga. L’intervento delle forze dell’ordine ha dato il via alle indagini, mentre a pochi metri dal luogo della sparatoria, in via Secondo Montecalvario, sono stati rinvenuti altri ventisei bossoli di vario calibro, indizio che la ‘stesa’ potrebbe essere continuata perché, forse, non andata subito a segno. Inoltre, il numero dei bossoli ritrovati – con i colpi che hanno crivellato le automobili in sosta nella zona – fa pensare alla presenza di più pistole.

Poco dopo la prima sparatoria, quasi come una partita di domino, è giunta la notizia di un incendio scoppiato lungo vico San Matteo. Il portone andato in fiamme è di un’abitazione che appartiene a una nipote di uno dei boss della famiglia Pesce, organizzazione criminale in competizione con il gruppo che, pochi minuti prima, aveva subito l’affronto della ‘stesa’. Il terzo episodio si è verificato nella notte tra domenica e lunedì, intorno all’una: a seguito di una sparatoria è stato ferito un uomo, un trentacinquenne che, dalle ricostruzioni, conosce la donna che ha subito l’incendio in vico San Matteo. Si tratta del terzo tassello, tramite il quale le forze dell’ordine dovranno poi ricostruire le dinamiche esatte dell’intera vicenda.

Le indagini sono ancora in corso, ma è indubbio che gli episodi abbiamo elementi comuni tra loro. Non si conoscono, però, le cause delle sparatorie o dell’incendio, o ancora i motivi dell’inizio della faida. Intanto, il ragazzo colpito all’addome da un proiettile di grosso calibro è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico presso il Cardarelli, struttura in cui è stato trasferito dopo che era arrivato alla clinica internazionale di via Tasso, a quanto sembra accompagnato da una persona in scooter che si è subito allontanata. Il ragazzo è attualmente ancora ricoverato in prognosi riservata. Il trentacinquenne ha precedenti per reati contro il patrimonio ma, dai controlli delle forze dell’ordine, non risulta coinvolto con alcun clan camorristico.

 

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