Un risveglio particolare, seppure annunciato, quello dei Quartieri spagnoli, oggetto di una serie di operazioni da parte del comando provinciale dei carabinieri di Napoli fin dalle prime ore di oggi. Tra perquisizioni domiciliari, personali e posti di blocco, le attività delle forze dell’ordine sono andate avanti fino al primo pomeriggio. Diversi i pregiudicati del posto oggetto delle attività di controllo, insieme ai vani degli edifici e le aree comuni setacciate, alla ricerca di armi e droga. Decine di carabinieri utilizzati, strade chiuse per individuare un perimetro d’azione, mentre dall’alto i rumorosi elicotteri hanno scrutato l’area attraverso punti di vista privilegiati, per scoraggiare o spegnere sul nascere eventuali tentativi di fuga. Una volta terminate le operazioni, quello che è venuto fuori sono tre episodi di violenza, più di una sparatoria e un incendio, che potrebbero essere intrecciati l’uno all’altro.
Tre episodi, dunque, accaduti a pochissima distanza di tempo e che, piano piano, stanno diventando tasselli combacianti di un puzzle che sembra ancora troppo difficile da risolvere. Il primo tassello va ricondotto alle 22,30 di domenica, quando in vico Canale a Taverna Penta ha preso vita quella che viene definita ‘stesa’. Uno scooter, un palazzo da bersagliare e sei colpi di pistola, sei bossoli calibro 7,65. Nel palazzo abita una famiglia legata a un clan dei Quartieri Spagnoli, non particolarmente potente, ma attiva nel mercato della droga. L’intervento delle forze dell’ordine ha dato il via alle indagini, mentre a pochi metri dal luogo della sparatoria, in via Secondo Montecalvario, sono stati rinvenuti altri ventisei bossoli di vario calibro, indizio che la ‘stesa’ potrebbe essere continuata perché, forse, non andata subito a segno. Inoltre, il numero dei bossoli ritrovati – con i colpi che hanno crivellato le automobili in sosta nella zona – fa pensare alla presenza di più pistole.

