Rimarrà inutilizzata la casa maranese di Armando Del Core, uno dei due killer appartenenti al clan camorristico dei Nuvoletta condannati all’ergastolo per l’uccisione di Giancarlo Siani, il giornalista del quotidiano Il Mattino freddato il 23 settembre 1985. Secondo quanto previsto dalla legge Rognoni-La Torre, l’immobile doveva essere riutilizzato per fini sociali, accogliendo per un periodo di almeno sette anni nuclei familiari oppure singole persone versanti in situazioni economiche estremamente critiche. E la stessa tipologia di destinazione riguarda, più in generale, circa 150 beni confiscati negli anni alla malavita organizzata.
I due bandi emanati in tal senso dal Comune di Marano di Napoli, che acquisì la casa al suo patrimonio nel 2014, sono tuttavia andati deserti. La casa del malvivente, soprannominato nell’ambiente criminale “Armando ‘o Pastore”, si trova nella in una zona collinare, all’interno di un complesso residenziale sito in via Recca. I nomi dei due assassini di Siani, Armando Del Core e Ciro Cappuccio, erano riemersi tra le carte di un’indagine che aveva portato i carabinieri, lo scorso 26 aprile, all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sedici persone, ritenute esponenti di spicco del clan Polverino, sodalizio criminale che da oltre un trentennio opera nella zona di Marano di Napoli, Quarto e in diversi comuni limitrofi.

