Massiccia operazione antimafia da parte della polizia di Stato in Campania e in Sicilia, precisamente nelle province di Caserta e Trapani. Il maxi blitz è cominciato nelle prime ore dell’alba e sta ancora vedendo la squadra mobile di Caserta effettuare arresti nei confronti di esponenti dell’organizzazione camorristica con a capo un ex cutoliano, attuale reggente del clan dei Casalesi nell’agro di Teano, territorio dell’Alto casertano confinante con il Lazio. Tra le persone finite in manette c’è anche il referente dei Casalesi in zona, appartenente al clan Papa. L’operazione della squadra mobile di Caserta, volta al contrasto della criminalità organizzata, è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Allo stesso tempo, nella provincia di Trapani si stanno svolgendo arresti e perquisizioni verso persone ritenute colpevoli di favoreggiamento del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro.
Non solo i Casalesi, quindi, nel mirino del maxi blitz antimafia. L’operazione condotta dalla squadra mobile di Trapani, anch’essa in piedi fin dalle prime luci dell’alba, si sta svolgendo su delega della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Sono quindici gli indagati a vario titolo per associazione mafiosa, estorsione, detenzione di armi e favoreggiamento della latitanza. Proprio a riguardo del boss Messina Denaro, è stata perquisita anche la sua abitazione di Castelvetrano, all’interno della quale vive la madre. Il super latitante (alla macchia dal 1993) è considerato uno tra i boss principali di Cosa nostra in Sicilia. Per la sua costituzione fisica, è soprannominato “’U siccu”, ovvero il magro, oppure qualcuno lo chiama Diabolik, forse per il fatto che, al momento, sia riuscito a sfuggire alla cattura delle forze dell’ordine. Il maxi blitz contro i Casalesi e i favoreggiatori del boss Messina Denaro segna un importante e duro colpo rifilato alla criminalità organizzata, che oramai ha allungato le sue mani e ampliato i suoi traffici sull’intero territorio italiano e anche oltre.

