Esce dal carcere Antimo Cesaro, fratello del senatore di Forza Italia Luigi, per cui il Tribunale del riesame di Napoli ha disposto l’annullamento parziale della misura cautelare che era stata emessa ai suoi danni dal Giudice per le indagini preliminari partenopeo. Per l’imprenditore, finito in cella lo scorso 9 giugno, sono stati ora disposti gli arresti domiciliari, la stessa misura applicata fin da subito agli altri due fratelli Aniello e Raffaele, fermati anche loro nel corso della medesima operazione. L’inchiesta che aveva portato all’incarcerazione di Antimo Cesaro era sfociata in una maxi ondata di arresti nei confronti di 59 persone, eseguiti dai carabinieri del Ros, in collaborazione dei militari della compagnia di Giugliano in Campania e dei comandi provinciali di Napoli e Caserta.
Il provvedimento, emesso dal Gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, aveva colpito persone che avrebbero favorito con le loro azioni le attività dei clan camorristici Puca, Verde e Ranucci, sodalizi operanti sul territorio del comune di Sant’Antimo e nelle zone limitrofe. Tra i destinatari della misura, che ha previsto la detenzione in carcere per 38 persone, gli arresti domiciliari per 18, la presentazione alla polizia giudiziaria per due indagati e la sospensione dai pubblici uffici per uno, spiccavano i tre fratelli di Luigi Cesaro. Il quadro d’accusa nei confronti degli indagati è vasto e molto serio. Tra i reati contestati si annoverano: l’associazione mafiosa, il concorso esterno in associazione mafiosa, la corruzione elettorale, il tentato omicidio, il porto e la detenzione di armi da fuoco e di esplosivo, il danneggiamento, il trasferimento fraudolento di valori, l’estorsione, la minaccia, la turbata libertà degli incanti, la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, il favoreggiamento personale e la rivelazione di segreti d’ufficio.

