“Non m’è piaciuto l’atteggiamento dei miei giocatori. Il primo gol ce lo siamo fatti da soli, ma un errore ci può stare. Ma è da dopo quell’errore che i miei non mi sono piaciuti, perché hanno passato tutto il tempo a protestare con arbitro e guardalinee invece di concentrarsi solo sulla partita. E io non voglio cali di tensione. Mai“: non usa mezzi termini Rino Gattuso, al termine del match che il suo Napoli perde a Bergamo, battuto 2-0 dall’Atalanta. Ai bergamaschi bastano i dieci minuti iniziali del secondo tempo per scrollarsi di dosso gli azzurri che, invece, nella prima frazione di gioco avevano controllato molto bene i ritmi della partita e non avevano corso troppi pericoli contro l’attacco atomico dei nerazzurri, ben ingarbugliati dalla disposizione tattica dei partenopei, capaci di imbrigliare le fonti di gioco avversarie e di far giocare gli uomini di Gasperini costantemente sotto ritmo. Fatali al Napoli, però, sono stati i primi dieci minuti del secondo tempo, con l’Atalanta uscita come indemoniata dagli spogliatoi – dove l’allenatore deve essersi fatto sentire a voce alta – per asfissiare gli avversari con un pressing feroce, seppur di breve durata.
In quei dieci minuti, però, arriva la frittata di Fabian Ruiz, che pressato ai limiti della sua area perde un pallone sanguinoso, facendolo tornare tra i piedi del Papu Gomez, lesto a crossare dalla destra (per lui quindicesimo assist in campionato) per un Pasalic completamente dimenticato a centro area dai difensori azzurri: colpo di testa in beata solitudine e pallone in fondo alla rete, alla destra di un incolpevole Meret, che era subentrato al ventottesimo minuto del primo tempo per Ospina, costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo un violento colpo alla testa che gli aveva procurato anche una ferita, medicata mentre il portiere colombiano era steso a terra. Da quel quarantasettesimo minuto ne trascorrono altri otto di sbandamento azzurro e così arriva il raddoppio atalantino, con azione in velocità tipica del calcio di Gasperini e un pizzico di fortuna per il tiro svirgolato da Toloi a centro area, col pallone che arriva sui piedi dello smarcatissimo Gosens, veloce a stoppare e concludere a rete incrociando in diagonale rasoterra.

