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Home Mondo

Stati Uniti, bambino di otto anni ucciso in una sparatoria in un centro commerciale

Royta Giles è stato colpito alla testa da una delle almeno sette pallottole sparate dai malviventi. Altre tre persone sono state ferite e si trovano in condizioni gravi

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
4 Luglio 2020
in Mondo
bambino di otto anni

Ennesima sparatoria negli Stati Uniti, con almeno sette colpi esplosi dai malviventi e alcune persone ferite. Il bilancio del conflitto a fuoco, però, non si ferma qui: un bambino di otto anni è stato raggiunto alla testa da un proiettile, che non gli ha lasciato scampo. La sparatoria è avvenuta in un centro commerciale, la Riverchase Galleria di Hoover, sobborgo dello Stato dell’Alabama centro settentrionale. Non si conoscono ancora le identità delle persone armate, così come resta nel mistero il motivo della sparatoria. Neanche le autorità dello Stato americano possiedono informazioni degne di nota: non si sa quale sia il numero delle persone armate coinvolte nella sparatoria e non si sa nemmeno – elemento, questo, che più di altri fa storcere il naso – se qualcuno dei malviventi sia stato arrestato. Con una sfumatura di certezza in più, si conosce il numero di pallottole sparate che, secondo alcune testimonianze, non sarebbero meno di sette. Il centro commerciale è stato poi velocemente evacuato.

Una delle dipendenti dello shopping mall, per dirla in inglese, ha affermato che nel momento del conflitto a fuoco i rumori degli spari sembravano provenire da ogni direzione. Una scena da far west, da film gangster, con una resa dei conti, con l’unica abissale differenza che a perdere la vita non è stato il bandito di turno, ma un innocente bambino di otto anni. Anche altre tre persone sarebbero rimaste ferite e, a quanto riportano alcune fonti, le loro condizioni sarebbero gravi. Il centro commerciale in questione, tra l’altro, era stato già palcoscenico di una sparatoria dalle fattezze simili un paio di anni fa, quando però a sparare fu un poliziotto che uccise un uomo afroamericano, ritenuto per errore un rapinatore. Episodio che, attualmente, sembra anche troppo familiare, ma circostanze del genere non sono certo venute a galla quest’anno: che si tratti di un poliziotto che uccide un afroamericano o di un gruppo di malviventi che fanno fuoco all’impazzata in un centro commerciale, ci troviamo ancora una volta di fronte ad uno stato di estrema insicurezza in America.

Intanto, nonostante tutte le parole che si possono sprecare e le lacrime che si possono versare, la vita di un bambino di otto anni è stata spezzata per sempre. Lui si chiamava Royta Giles, frequentava la scuola elementare Jonesboro elementary school, di cui avrebbe frequentato, da questo autunno, il “3rd grade”, quella che per noi è la terza elementare. In un lungo e sentito post sulla pagina Facebook della Bessemer city school, il distretto scolastico dell’Alabama di cui faceva parte la scuola di Royta, il bambino viene descritto come intelligente, che si sapeva esprimere bene e che sognava, un giorno, di entrare nell’industria musicale. “I nostri cuori sono straziati dalla tragica perdita di Royta – si può leggere nel post su Facebook – Supporteremo la famiglia in ogni modo possibile, e chiediamo di elevare una preghiera per la madre, la famiglia e tutta la comunità scolastica”.

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Tags: flashStati Uniti
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