Il Mann parteciperà al Capodanno cinese e festeggerà l’anno del topo. Nell’atrio del Museo archeologico nazionale di Napoli per i visitatori ci sarà una graditissima e sorprendente novità: dal pomeriggio di venerdì 24 gennaio fino al 10 febbraio saranno esposte, per la prima volta, quattro piccole e preziose statuette in bronzo, che raffigurano topi.
Particolari le caratteristiche delle opere, che sono custodite nei depositi del museo e non sono state mai viste dal pubblico: due statuine, infatti, provengono dall’area vesuviana e risalgono al Primo secolo d.C.; le altre due, appartenenti al nucleo della collezione Borgia, mantengono una dubbia datazione, pur essendo verosimilmente contemporanee alle omologhe presentate in mostra.
Evidente il legame ideale con il 2020, anno del topo, cui si brinderà nel Paese del dragone. Se in Cina i roditori sono simbolo di furbizia, nell’antica Roma i topi erano spesso riprodotti come figure ornamentali, abbinate a lucerne, schiaccianoci, vasellame e altri utensili. Un richiamo alla quotidianità, dunque, confermato dalla posizione di uno degli animaletti rappresentati nelle statuine del Mann: il topo, infatti, è scolpito proprio nell’atto di rosicchiare una noce o del formaggio.
”Anche quest’anno al Mann si festeggia il Capodanno cinese, un’iniziativa che vuole mantenere vivo il dialogo con l’operosa comunità cittadina, ma anche porre sempre più attenzione verso il turismo che arriva dalla Cina, che tanta parte ha e avrà nello sviluppo del settore nel nostro Paese”, dichiara Paolo Giulierini, direttore del museo.