È stato sottoposto a sequestro preventivo questa mattina per il reato di inquinamento ambientale il depuratore intercomunale di Vitulazio, in provincia di Caserta, unitamente al by-pass e al collettore ad esso afferente. Al decreto, emesso in via d’urgenza dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è stata data esecuzione dai carabinieri forestali di Castel Volturno assieme ai colleghi della stazione di Grazzanise e ai militari dell’ufficio marittimo della guardia costiera di Castel Volturno. Contestualmente, è stato nominato un amministratore giudiziario che dovrà garantire l’osservanza della normativa sulla gestione dei reflui conferiti nel depuratore. La misura è scaturita dall’esito degli esami analitici dei campioni d’acqua prelevati lo scorso 6 maggio alla foce del canale Agnena dall’Arpac di Caserta, in occasione di un grave episodio di inquinamento causato dallo sversamento illecito di sostanza di natura organica, con abnorme presenza nell’acqua di Escherichia coli pari a 380mila unità formanti colonie batteriche per millilitro, a fronte di un limite ammesso per tale batterio in uno scarico in acque superficiale pari a 5mila ufc. I medesimi campioni erano poi stati oggetto di analisi molecolare anche da parte dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno di Portici, che aveva evidenziato una prevalente contaminazione da Dna umano con deboli tracce di Dna animale. Tale dato aveva sancito in maniera inequivocabile che la principale fonte inquinante coinvolta nell’episodio in questione fossero degli scarichi illeciti di acque reflue urbane non depurate.
Ulteriori attività di ricognizione del bacino idrografico dell’Agnena, portate avanti anche con mezzi natanti e sorvoli, ha portato anche all’individuazione e al sequestro di un grosso allevamento bufalino sito sul territorio di Capua che aveva deposito sul suolo nudo enormi cumuli di letame proprio lungo la sponda del canale, i cui liquidi di sgrondo tracimavano nelle acque ma a cui, come confermato dalle analisi, non è riconducibile il plumen del 6 maggio. L’indagine si è quindi focalizzata sull’individuazione degli scarichi di acque reflue urbane non depurati che venivano immessi illecitamente nell’Agnena e che ne avevano determinano il grave inquinamento registrato alla foce. Proprio in tale contesto era stato sottoposto ispezione e controllo, lo scorso 12 maggio, il principale impianto di depurazione intercomunale che convoglia nel canale le acque reflue urbane prodotte dagli abitati di Vitulazio, Pastorano, Camigliano e Bellona. Già la prima valutazione visiva aveva permesso di documentare una vistosa anomala variazione di colore che le acque dell’Agnena subivano tra la zona a monte e quella a valle per effetto dello scarico del depuratore e dello sfioratore di piena. Anche gli esiti dei risultati analitici avevano quindi restituito un analogo responso rispetto a quanto già verificato visivamente. Il depuratore intercomunale di Vitulazio serve una popolazione complessiva di circa 18.700 abitanti e si pone come fonte inquinante principale rispetto a tutte le altre che pure sono state individuate. Incolpazioni provvisorie sono state ascritte a carico di tutti i sindaci dei quattro Comuni interessati che si sono succeduti dal maggio 2015 ad oggi e a carico del legale rappresentante della società che gestisce l’impianto di depurazione.

