500 piante di cannabis, occultate in una zona isolata dei monti Lattari e destinate alla produzione di marijuana e hashish. È quanto portato alla luce dai carabinieri di Castellammare di Stabia, in località Monte Megano, sul versante montuoso che circonda la cittadina di Gragnano: i militari, supportati dall’alto da un velivolo del Nucleo elicotteristi di Pontecagnano, hanno scoperto numerosi filari di piante illegalmente coltivate, che ricoprivano un’area vasta e scoscesa, difficilmente raggiungibile con mezzi convenzionali. Un fenomeno, quello della coltivazione di piante di cannabis, che risulta particolarmente diffuso nella zona dei monti Lattari: solo nell’ultimo mese e mezzo, dal 28 maggio ad oggi, sono state quasi 2mila le piante localizzate, sequestrate e sottratte al mercato della droga, un volume di fusti che avrebbe fruttato ai narcotrafficanti, a seguito di una eventuale immissione nelle reti dello spaccio, circa 5 milioni di euro.
Solo alcuni giorni fa, lo scorso 4 luglio, i militari della stazione di Castellammare di Stabia avevano rinvenuto in località Vena di Vincenzino, sempre sui monti Lattari, diverse piantagioni di marijuana, in particolare 300 piante di cannabis indica alte tra ottanta e centoventi centimentri, suddivise in sette diverse aree di coltivazione. I carabinieri, una volta effettuata la campionatura, avevano provveduto a distruggerle sul posto. Il 19 giugno, invece, gli uomini del gruppo della guardia di finanza di Torre Annunziata avevano sequestrato, nel vicino comune di Lettere, due piantagioni di “cannabis indica” ben mimetizzata dietro una fitta vegetazione. La scoperta è stata effettuata dai finanzieri della compagnia di Castellammare di Stabia, in collaborazione con i colleghi della sezione aerea di Napoli. Le 102 piante rinvenute, di altezza variabile tra i 180 e i 240 centimetri, erano ben protette da un sistema di recinzioni e di “offendicula” costruite “ad hoc”, mediante rovi di spine e palizzate di legno tese a impedire l’accesso fisico nell’area interessata.

