La temporaneità è una costante in tempo di Coronavirus. Lo sa bene il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che solo un mese fa aveva consentito agli abitanti della regione di utilizzare in via facoltativa la mascherina all’aperto, mentre ora è già pronto a fare dietro front, ripristinando l’obbligo di indossare i dispositivi di sicurezza individuale anche all’esterno, come è accaduto a Capri. “Se si continua a registrare una moltiplicazione di contagi — ha avvertito — diventerà inevitabile. Mi auguro sinceramente di no. L’importante, lo dico ai giovani, è che quando si incontrano di sera e stanno uno addosso all’altro, sappiano che quello diventa il momento più rischioso, nel quale bisogna indossare la mascherina. E non bisogna bere dalla stessa bottiglia. Chi lo fa non è un fenomeno“. Un richiamo anche ai controlli: “Bisogna chiudere i negozi nei quali si trovano commessi o clienti senza mascherina. Non è più tempo di sottovalutazioni“.
E, in verità, il Covid-19, il lockdown, i morti, la paura sembrano essere solo un ricordo lontano, quasi un brutto sogno e non una realtà dai contorni concreti e terribili. Una tragedia recente e ancora attuale, che tuttavia è stata da molti anzitempo archiviata. Il risultato è un calo della soglia di attenzione e una percezione distorta del pericolo, una combinazione che rischia di avere una portata micidiale, specie in considerazione della nuova ondata di contagi registrata sul territorio regionale.

