Mozzarella Dop, il vademecum del Consorzio per evitare frodi
Semplici istruzioni per tutti i consumatori con una particolare attenzione ai possibili tentativi di raggiri, come l'uso delle denominazioni consentite per legge
La mozzarella di bufala campana Dop è un alimento che non manca in nessuna cucina, soprattutto in estate: grazie a questo prodotto, infatti, è possibile creare e sperimentare piatti veloci e freschi, adatti per la stagione più calda dell’anno. Proprio per questo motivo, il Consorzio di tutela, nato nel 1981, e riconosciuto dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per la valorizzazione e la promozione di questo eccezionale formaggio, ha deciso di donare delle semplici informazioni a tutti i consumatori, con una particolare attenzione ai possibili tentativi di frode.
Al primo punto del vademecum è specificato di non comprare mai il prodotto sfuso: la mozzarella di bufala campana Dop, per legge, deve essere venduta solo se pre-confezionata all’origine e la confezione deve riportare i marchi del Consorzio di tutela e della Dop, la denominazione “Mozzarella di bufala campana”, il numero di autorizzazione del caseificio e gli estremi di legge nazionali e comunitari. Se la confezione è una busta annodata, deve essere presente un sigillo di garanzia apposto dal produttore. Non fatevi ingannare dalla denominazione “mozzarella di bufala” e “mozzarella bufalina”: non sono denominazioni consentite per legge.
La mozzarella deve essere gustata a una particolare temperatura, tra i diciotto e i venti gradi e non deve mai essere fredda. Deve essere conservata in un ambiente fresco e sempre immersa nel suo liquido di governo, così da non perdere le sue caratteristiche che la rendono così buona. Il prodotto non va quindi mai posto in frigo, solo in rarissime eccezioni: è il caso di quando si consuma dopo due o tre giorni dall’acquisto, ricordandosi però di lasciarla a temperatura ambiente un’ora prima di essere utilizzata. In alternativa, è possibile immergere la confezione, per circa cinque minuti, nell’acqua calda.
Il modo migliore per esaltare le caratteristiche della mozzarella di bufala Dop è unico e anche molto semplice: non bisogna fare nulla. Il metodo preferibile per gustarla infatti è di lasciarla al naturale, senza condimenti come olio extra vergine di oliva, pepe o limone. Mangiarla in questo modo significa anche riuscire a notare differenze a seconda delle diverse grandezze del prodotto: nel bocconcino, ad esempio, è possibile avvertire una leggera nota di burro, yogurt e la nota muschiata tipica del latte di bufala. Nei pezzi più grandi, invece, è possibile sentire una componente vegetale tendente alla nocciola che caratterizza olfattivamente il prodotto.
L’ultimo punto di questo piccolo manuale d’istruzioni mira ad evitare inganni per molte persone: non bisogna confonderla con il fior di latte. Il termine “mozzarella” è considerato dalla legislazione un termine generico, per questo motivo può essere utilizzato anche per quelle ottenute da latte vaccino. Le differenze tra i due prodotti, però, sono sostanziali, a partire dal latte che proviene da due animali differenti. Se poi si osservano attentamente, si può notare che la bufala Dop ha un colore bianco porcellana, mentre il fior di latte tende al giallo, per la presenza di carotenoidi nel latte di mucca. La mozzarella di bufala Dop ha un ridotto contenuto di lattosio e colesterolo, è fonte di proteine ad elevato valore biologico e fornisce grandi quantità di calcio, fosforo, vitamine idrosolubili, zinco e vitamina E. Un prodotto straordinario apprezzato in tutto il mondo che deve essere sempre valorizzato e tutelato.
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