Alla fine, il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza che dà il via libera alla proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre. I voti a favore sono stati 157, i contrari 125. Il Consiglio dei ministri è stato convocato domani alle 20. Sul tavolo è atteso il via libera al provvedimento. Come già preannunciato a inizio luglio, il Governo ha chiesto al Parlamento la proroga dello stato di emergenza Covid-19. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in serata ha proposto al Senato della Repubblica di ripresentare il decreto che scade il 31 luglio, con il termine prolungato di tre mesi. “Sarebbe incongruo – ha affermato Conte nel suo discorso a Palazzo Madama – sospendere bruscamente l’efficacia delle misure adottate. La proroga, dunque, è una scelta inevitabile e per certi aspetti obbligata, fondata su valutazioni squisitamente tecniche. Il virus continua a circolare nel Paese, dando luogo a focolai che sono stati prontamente circoscritti. Dopo aver esaminato tutti i pareri acquisiti – ha concluso il presidente del Consiglio – è emerso l’indirizzo di estendere lo stato di emergenza“. Con questa decisione l’esecutivo ha l’intenzione di non abbassare la guardia sull’epidemia da Coronavirus in corso, almeno fin quando i contagi saranno praticamente scomparsi e non ci saranno casi di focolai sparsi per la Penisola. Ma soprattutto il Governo e il ministero della Salute, grazie alla proroga, si terranno le mani libere per emanare nuovi Dpcm e ordinanze, nell’eventualità, non del tutto remota, di un innalzamento della curva dei contagi durante i primi mesi autunnali.
La nuova scadenza dello stato di emergenza consentirà, inoltre, al Governo di risolvere, in maniera veloce, una serie questioni che già adesso si pongono come urgenti. C’è da reperire le navi per la quarantena degli immigrati, prolungare lo smart working per gli impiegati pubblici e privati, acquistare Dpi, banchi e le sedie per la riapertura delle scuole, evitare eventuali assembramenti durante le elezioni amministrative, programmare il ritorno dei tifosi negli stadi e dei fan ai concerti, attuare l’obbligo di quarantena per gli stranieri e gli italiani che arrivano dai Paesi considerati a rischio. Senza dimenticare che la proroga permetterà anche di istituire nuove “zone rosse” in caso di focolai molto ampi e, naturalmente, bloccare i voli dagli Stati dove il virus è ancora presente in maniera considerevole.

