Viaggio alla scoperta delle spiagge più belle della Campania
Che si tratti delle isole del Golfo, della Costiera Amalfitana o del Cilento, la costa campana è senza alcun dubbio una delle più affascinanti e variegate d'Italia
Le coste della Campania sono sicuramente tra le più belle e affascinanti d’Europa e rappresentano una delle principali attrattive turistiche di tutta la penisola. Sui quasi 500 chilometri di litorale campano si affacciano alcune delle località balneari più suggestive del Paese, con spiagge e borghi da sogno spesso scelti come set cinematografici, che si tuffano nel blu del Tirreno. Non è un caso che la Campania si sia aggiudicata quest’anno ben 19 bandiere blu, riconoscimento che viene assegnato a quelle località balneari che hanno fatto del mare pulito e dei servizi ecosostenibili a basso impatto ambientale il loro punto di forza. La costa campana è inoltre molto diversificata, e va dalle lunghe spiagge in sabbia molto frequentate durante la stagione estiva alle spiagge in sabbia nera delle isole del Golfo, passando per le calette e le insenature rocciose della Costiera Amalfitana fino alle baie incontaminate del Cilento.
Il nostro viaggio alla scoperta delle spiagge più belle della Campania non può che partire dalle incantevoli isole che fanno da cornice al golfo di Napoli, da sempre mete molto ambite da un turismo che non si ferma alla sola stagione estiva e che vede migliaia di visitatori sbarcare ogni giorno nelle isole tirreniche in qualsiasi periodo dell’anno, alla ricerca non solo del mare cristallino, ma anche del buon cibo e delle emozioni che trasmettono questi luoghi di grande bellezza paesaggistica e naturalistica.
Una delle isole più belle e meno blasonate del Golfo è sicuramente Procida. Sull’isola sono state ambientate diverse pellicole cinematografiche come Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella e Il postino di Michael Radford che hanno contribuito a creare nell’immaginario collettivo un paradiso di pace e di tranquillità a due passi da Napoli. Nelle ripide viuzze della Corricella, tra le reti dei pescatori messe ad asciugare al sole, aleggia ancora la sagoma di Massimo Troisi a bordo della sua bicicletta da postino, che qui ha lasciato un pezzo indimenticabile della sua malinconica comicità. Le suggestioni romantiche di Procida non finiscono qui: è dalle sue spiagge di sabbia nerache il giovane Arturo prendeva il largo in mare, lasciandosi alle spalle la sua amata isola, così come raccontato da Elsa Morante ne L’isola di Arturo. Una di queste spiagge è proprio la Chiaiolella. La distesa sabbiosa è divisa dalla spiaggia di Ciraccio da due faraglioni tufacei. A fare da cornice c’è l’isolotto di Vivara con la sua riserva marina protetta.
Da Procida ci spostiamo nella più turistica Ischia. L’isola verde è famosa in tutto il mondo per le sue acque termali dagli effetti benefici sul corpo e sulla mente, tanto da essere una delle mete più ambite dal turismo internazionale. All’ombra del monte Epomeo fu fondata la colonia greca di Pithekoussai, primo stanziamento ellenico in Italia risalente all’Ottavo secolo a.C. Nel territorio del comune di Barano d’Ischia, bagnata da un mare blu cobalto c’è la meravigliosa spiaggia deiMaronti. Si tratta di una striscia di sabbia vulcanica lunga tre chilometri caratterizzata da diversi fenomeni di vulcanismo secondario che mescolano l’acqua marina a quella termale. Di fronte c’è punta Sant’Angelo. Proseguendo oltre c’è la baia di Sorgeto, caratterizzata da un tratto di costa frastagliata e rocciosa, lastricata da grosse piscine naturali di acqua termale nelle quali è impossibile non farsi un bel bagno rigenerante.
Tra le isole campane non può mancare Capri, la perla del golfo di Napoli, meta di soggiorni da oltre duemila anni. Qui gli imperatori Augusto e Tiberio trascorrevano le loro giornate lontano dai tumulti di Roma, tanto da lasciare importanti tracce del loro passaggio sull’isola, una su tutte Villa Jovis. A cavallo tra Ottocento e Novecento l’isola iniziò a conoscere le prime forme di turismo moderno. Rivoluzionari, poeti e scrittori trascorsero la loro permanenza nell’isola del Golfo, tra questi il padre della Rivoluzione russa Vladimir Lenin e il poeta cileno Pablo Neruda, i quali contribuirono a far conoscere a tutto il mondo le meraviglie di Capri come iFaraglioni e la grotta Azzurra. A partire dalla seconda metà del Novecento l’isola partenopea divenne la meta prediletta di artisti, attori, registi e personaggi dello spettacolo che si ritrovavano ogni sera nella sua famosissima “piazzetta”,emblema della vita mondana. Uno dei simboli dell’isola è sicuramente la spiaggia di Marina piccola, incantevole baia a sud del monte Solaro. Da qui si scorgono in lontananza i due possenti Faraglioni mentre ai lati della caletta si trova lo scoglio delle Sirenedove, secondo la leggenda, avrebbero risieduto le creature marine che tentarono Ulisse durante il suo viaggio di ritorno a Itaca.
Il successo della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana è legato anch’esso a un territorio che ha lasciato senza fiato, fin dall’antichità, viaggiatori, scrittori, compositori e poeti. Nel 1554 Sorrento diede i natali al poeta Torquato Tasso, uno dei padri della letteratura italiana nonché autore del poema epico Gerusalemme liberata. Nell’Ottocento divenne una delle tappe del Grand Tour. Numerosi furono gli scrittori, gli intellettuali e gli esponenti della nobiltà europea che vi soggiornarono per la salubrità del suo clima. Non lontano dalla città si trovano i bagni della regina Giovanna: si tratta di una profonda conca naturale scavata nella roccia e circondata da ruderi romani e da una fitta vegetazione. La leggenda narra che la regina Giovanna D’Angiò vi portasse qui i suoi amanti, per sfuggire agli sguardi indiscreti della nobiltà dell’epoca, per poi ucciderli gettando i loro corpi giù dalla scogliera. Si tratta di uno dei posti più suggestivi di tutto il litorale partenopeo.
Poco distante da Sorrento c’è Massa Lubrense, famosa per i suoi fiordi e le sue insenature che rientrano nell’area marina protetta di punta Campanella. Tra le pareti a strapiombo sul mare c’è il fiordo di Crapolla. La spiaggia in ciottoli è incastrata in un una spaccatura nella roccia profonda 160 metri. Tutt’intorno c’è un panorama paradisiaco. Arrivarci via terra non è facile visto che per raggiungere il fiordo bisogna percorrere un ripido sentiero, ma lo sforzo ne vale la pena e lo spettacolo che si apre davanti agli occhi è assicurato.
Nei pressi di Nerano si trova l’incantevole baia di Ieranto il cui territorio è posto sotto vincolo paesaggistico trattandosi di un’area marina protetta e il suo accesso è gestito dal Fai, il Fondo ambiente italiano. La spiaggia di ghiaia si incunea tra le rocce bianche dei monti Lattari che si gettano in mare. Anche qui non è facile arrivarci, ma dopo una bella passeggiata tra la natura incontaminata, le acque cristalline del posto, incorniciate dai faraglioni di Capri all’orizzonte, lasceranno qualsiasi visitatore a bocca aperta.
Percorrendo verso sud la Costiera Amalfitana si abbandona la provincia di Napoli per raggiungere quella di Salerno. Anche qui il litorale è caratterizzato da tante insenature che sono delle vere perle naturalistiche. Una delle spiagge più amate e frequentate dagli stranieri è quella di Marina Grande il cui arenile si estende per oltre trecento metri ai piedi di Positano. Si tratta, senza dubbio, di una delle spiagge attrezzate più belle d’Italia, dove agli stabilimenti balneari si alternano suggestive botteghe di artigiani e ristorantini che cucinano piatti a base di pesce. Qui si respira un’aria cosmopolita grazie anche alla presenza di persone provenienti da ogni parte del globo.
Proseguendo sulla statale 163, considerata una delle strade più belle al mondo e il cui progetto di costruzione risale all’Ottocento a opera degli ingegneri borbonici, si arriva in uno dei luoghi più ricchi di fascino dell’intera Costiera: il fiordo di Furore. Il fiume Schiato, che sorge sull’altopiano di Agerola ha disegnato le gole rocciose di queste profonde vallate, generando la piana dove sorge un minuscolo borgo di pescatori che si affaccia sul mare. In queste gole tutto è rimasto inalterato da secoli. Uno dei periodi più belli per visitare il fiordo è nel mese di luglio, quando i più importanti tuffatori mondiali si danno appuntamento per sfidarsi in una gara di tuffi acrobatici da capogiro gettandosi dal ponte che collega i due speroni rocciosi.
Poco più avanti, in direzione Amalfi, è un continuo susseguirsi di borghi affacciati sul mare, tra cui meritano di essere menzionati Marina di Conca e Atrani. Da non dimenticare, nel tratto di costa rocciosa che si estende verso Vietri sul Mare, il piccolo borgo di Erchie, le cui spiaggie sono bagnate da acque color smeraldo, e Cetara, nota per le sue prelibatezze alimentari come la famosissima colatura di alici.
Il Cilento è sicuramente uno dei luoghi più belli e incontaminati della Campania e di tutto il Sud Italia. Lunghe spiagge dorate si alternano ad alti speroni rocciosi che si tuffano in mare. Parliamo di un litorale molto diversificato esteso per ben 100 chilometri le cui bellezze paesaggistiche sono valorizzate da un entroterra pressoché intatto, caratterizzato da numerose grotte carsiche, corsi d’acqua e cascate. L’intera area ricade nel territorio del Parco Nazionale del Cilento il quale custodisce una flora e una fauna unica in Italia. Alle porte del Cilento si incontra la baia di Trentova, vicino Agropoli. L’insenatura prende il nome dalle trenta uova di tartaruga che furono trovate sullo scoglio che sorge di fronte alla spiaggia.
Nei pressi di Castellabate, dichiarata patrimonio dell’Unesco e venuta alla ribalta grazie alla commedia Benvenuti al Sud diretta dal regista partenopeo Luca Miniero, con Nando Paone, Claudio Bisio e Alessandro Siani, si trovano le lunghe spiagge di sabbia fine e dorata di Santa Maria di Castellabate. Da non perdere la spiaggia del Lago che degrada dolcemente in mare ed è adatta alle famiglie con bambini al seguito, e la spiaggia di Marina Piccola, incastonata tra le suggestive case in pietra del borgo di Santa Maria e sulla quale si affaccia l’antico molo con palazzo Perrotti e la torre Pagliarola a fare da sfondo.
A pochi chilometri da queste acque cristalline c’è punta Licosa, di fronte all’omonimo isolotto che trae il nome da Leukosia, una delle tre sirene che Ulisse incontrò lungo il suo viaggio. Qui la costa è frastagliata e rocciosa ed è caratterizzata da una fitta vegetazione di macchia mediterranea. Le sue acque, che fanno parte dell’omonima riserva marina protetta, sono ideali per le escursioni subacquee grazie alla grande varietà dei fondali marini.
Diversi sono i borghi che si incontrano lungo il litorale cilentano. Merita di essere menzionata Acciaroli che ospitò per un lungo periodo di tempo lo scrittore americano Ernest Hemingway che qui trasse ispirazione per uno dei suoi capolavori letterari Il vecchio e il mare. Poco distante c’è Pollica, il paese del “sindaco pescatore” Angelo Vassallo, il quale fu ucciso dalla camorra locale perché si oppose ai piani di speculazione edilizia che volevano inondare di cemento lo splendido litorale. Superata Marina di Ascea, sul cui territorio sorgono le rovine dell’antica Velia, una delle colonie più floride della Magna Grecia, si incontra il grazioso borgo di Pisciotta, nelle cui case rustiche affacciate sul mare soggiornò il poeta Giuseppe Ungaretti. Qui si produce uno degli oli d’oliva migliori al mondo, assieme alle famosissime “alici di menaica”, chiamate così perché pescate con le antiche reti utilizzate dai pescatori del posto. È lungo questo tratto di costa incontaminata che l’epidemiologo e fisiologo statunitense Ancel Keys, studiando le abitudini alimentari dei cilentani i quali mostravano caratteristiche di longevità e di resistenza alle malattie superiori rispetto alla media, sviluppò il concetto di dieta mediterranea, oggi riconosciuta patrimonio dell’umanità.
Superato capo Palinuro si apre il maestoso Arco naturale, caratterizzato da alte conformazioni rocciose scavate dal mare ai cui piedi si estende una spiaggia di ciottoli e ghiaia. Sono diverse le pellicole cinematografiche realizzate sullo sfondo di questo incantevole scenario ricco di evocazioni mitologiche. La leggenda narrata da Virgilio nell’Eneide vuole che su questi lidi venne trasportato dalle correnti il corpo di Palinuro, nocchiero di Enea, dopo essere stato gettato in mare da Morfeo, il dio del sonno.
Non lontano da Palinuro c’è la baia del Buondormire. Le acque hanno il colore del cristallo e le spiagge, raggiungibili in barca, sono circondate da una vegetazione fittissima che non ha nulla da invidiare alle esotiche località thailandesi. Di fronte all’arenile affiora dalle acque l’isolotto del Coniglio mentre intorno sono numerosissime le grotte e i varchi rocciosi scavati dall’azione erosiva del mare.
Tra Marina di Camerota e il colorato borgo di Scarioc’è uno dei tratti di costa più belli e selvaggi del Cilento, parliamo cioè della Costa degli Infreschi che prende il nome dall’omonima baia. L’intero territorio ricade nell’area marina protetta della Masseta. Qui è un susseguirsi di calette raggiungibili solamente in barca e il paesaggio è caratterizzato da una natura che cresce rigogliosa e da un mare dai colori brillanti.
Il nostro viaggio tra le spiagge da sogno della Campania non può che concludersi sulla spiaggia di Cala Bianca, che può essere eletta senza alcuna ombra di dubbio a una delle spiagge più belle del Cilento e dell’intera regione, e forse anche dell’Italia. La spiaggia, composta da sassolini bianchi, è incastonata tra le rocce ed è bagnata da un mare color turchese. Si tratta di un paradiso incontaminato raggiungibile in barca oppure a piedi attraverso il sentiero che passa per la contrada di Lentiscella.
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