Le acque al largo della Costiera Amalfitana rappresentano senza alcun dubbio uno degli ecosistemi marini protetti più ricchi di biodiversità dell’intera Campania e non sono rari gli avvistamenti di specie di animali considerate in pericolo o a rischio d’estinzione. L’ultima scoperta risale a oggi: lungo il tratto di costa tra Nerano e Positano, esattamente all’altezza dell’isolotto di Vetara, i tecnici dell’Arpac, con il supporto degli esperti ornitologi dell’Aisom, hanno avvistato un gruppo di esemplari di marangoni dal ciuffo. Si tratta di una rilevazione molto importante, che testimonia la presenza stabile di questi uccelli acquatici originari del Mar Nero lungo le coste campane. La specie è infatti considerata a rischio, trattandosi di volatili molto sensibili all’inquinamento e alle attività dell’uomo, che rappresentano un serio pericolo alla loro sopravvivenza e riproduzione.

Il marangone dal ciuffo, il cui nome scientifico è phalacrocorax aristotelis desmarestii appartiene alla famiglia dei cormorani, sebbene sia un esemplare più raro, ed è solito nidificare sulle isole non troppo distanti dalle coste rocciose, meno raggiungibili dall’uomo e dai predatori. I suoi luoghi di pesca prediletti sono solitamente le piccole baie riparate, anche se talvolta si sposta in mare aperto per procacciarsi del pesce. Gli esperti ornitologi, infatti, non escludono che gli esemplari avvistati lungo la Costiera Amalfitana, in totale sette, composti da un individuo adulto, caratterizzato da un piumaggio scuro, e altri sei uccelli più giovani, che presentano penne più chiare, abbiano trovato condizioni favorevoli per la loro crescita e riproduzione nell’area marina protetta di Punta Campanella, probabilmente in corrispondenza delle acque profonde e ricche di pesci della baia di Ieranto.

