Si allarga l’inchiesta della magistratura campana, che indaga sugli appalti per la realizzazione degli ospedali Covid sul territorio regionale, la cui gara era stata rapidamente aggiudicata a un’azienda veneta nei giorni più caldi della crisi sanitaria. Così come accaduto per il manager dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, nel corso dello scorso fine settimana, la Procura della Repubblica di Napoli ha disposto perquisizioni e sequestri anche per il consigliere regionale Luca Cascone e per Roberta Santaniello, ingegnere, parte dell’Unità di crisi regionale. Santaniello ha commentato la vicenda sulla propria pagina Facebook, ricordando i giorni concitati e difficili che segnarono il picco dell’emergenza epidemiologica in Campania e ribadendo la sua piena fiducia nell’operato della magistratura. “In quei giorni una delle cose a cui pensavo sempre era quando avrei rivisto la mia famiglia, i miei nipoti – ha scritto l’ingegnere -. Le mie giornate cominciavano alle 7 finivano alle 23 per assolvere al compito affidatomi. Tutto, rischiando la salute, mentre il mondo era chiuso, per aiutare a superare la più grande emergenza dei nostri tempi e per dare ai cittadini ciò di cui avevano bisogno nel più breve tempo possibile. Oggi la magistratura indaga e ho piena fiducia nel loro lavoro – ha concluso -. Tutto si chiarirà come dovuto, sono serena, tranquilla e continuo a lavorare a testa bassa come sempre”.
I cinquantasette tir con a bordo le strutture modulari e le apparecchiature mediche per l’allestimento del primo Covid center, un presidio specifico per trattare i malati da Covid-19 presente sul territorio, erano arrivati all’ospedale Del Mare di Napoli nella serata del 6 aprile tra applausi scroscianti dei residenti della zona. Partiti da Padova nel corso della mattinata precedente, quei primi blocchi sono poi andati a costituire una delle tre strutture prefabbricate previste dal piano della Regione per far fronte all’emergenza epidemiologica che in quel momento era al suo apice. L’edificio che sorge accanto all’ospedale di Ponticelli e ha garantito settanta posti ulteriori in terapia intensiva, ai quali si sono poi ad aggiungere cinquanta posti forniti dalle altre due strutture analoghe previste a Caserta presso l’ospedale San Sebastiano e a Salerno presso l’ospedale Ruggi d’Aragona.

