Durante la mattinata di ieri, la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Montella, nell’Avellinese, è intervenuta sulla strada statale ex 164, sempre nel territorio del comune di Montella, sotto il viadotto dell’Ofantina, su segnalazione della locale polizia municipale, per la caduta di alcuni pezzi di cemento. Le parti pericolanti, anche con l’ausilio dell’autoscala, sono state rimosse, ma in concerto anche con L’Anas, a scopo cautelativo si è reso necessario chiudere il traffico sottostante il ponte, affinché vengano eseguite le opere di sistemazione e messa in sicurezza.
Qualche mese fa, invece, i carabinieri della stazione e del nucleo operativo della compagnia di Maddaloni, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo disposto dall’ufficio del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della medesima Procura della Repubblica. Il sequestro riguarda il cavalcavia conosciuto come “Ponte Vapore”, sito nel Comune di Maddaloni. Si è giunti a tale decisione dopo una segnalazione di pericolo di crollo sulla linea ferroviaria sottostante, la Napoli-Cassino.
La Procura ha nominato due consulenti tecnici, i quali, dopo complesse indagini, realizzate in sinergia con la Rete ferroviaria italiana, hanno concluso che la struttura, nonostante lo stato di degrado, “non versa in un’imminente condizione di collasso, ma si presenta inadeguata a fronteggiare i carichi verticali e quelli sismici”. Sono stati, pertanto, sollecitati urgenti e idonei provvedimenti, tesi garantire l’utilizzo dell’opera in sicurezza. In alternativa alla completa chiusura del cavalcavia e in attesa della realizzazione di opportuni interventi di miglioramento o adeguamento della struttura, secondo le normative vigenti, i consulenti hanno consigliato l’adozione di idonee limitazioni del traffico, mediante l’installazione di barriere adatte a ridurre la carreggiata e di semafori per regolare il traffico.
I consulenti, inoltre, hanno ritenuto accettabile il passaggio dei veicoli con peso, a pieno carico, inferiore a 3,5 tonnellate. Una tale limitazione del traffico, per effetto dell’allontanamento dei veicoli dal margine della sede stradale, consentirebbe di risolvere, momentaneamente, anche il problema della inadeguatezza delle barriere laterali, fino alla realizzazione di un intervento definitivo di adeguamento della struttura.