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Home Cronaca

Usura ed estorsione con metodo mafioso, due ordinanze di carcerazione nel Napoletano

Uno dei destinatari della misura è accusato di aver prestato a un imprenditore circa 550mila euro in contanti, chiedendo poi il pagamento di interessi annui pari al 120%

Sara Dell'Aversano di Sara Dell'Aversano
12 Agosto 2020
in Cronaca, Napoli

Il comando provinciale della guardia di finanza di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, tra Pompei e Castellammare di Stabia, nei confronti di due soggetti, indagati per usura, estorsione e lesioni personali aggravati dal metodo mafioso. Il provvedimento, giunto al termine di una complessa attività investigativa, è il risultato di un approfondimento su diverse operazioni finanziarie inconsuete, che ha avuto una sostanziale spinta in avanti grazie alle denunce di imprenditori stabiesi, operanti nel campo del turismo e della ristorazione, trovatisi in difficoltà nel far fronte alle pretese degli strozzini. Una situazione che, in seguito, è peggiorata soprattutto a causa alla crisi scaturita dall’emergenza Coronavirus.

Dalle indagini, condotte con l’aiuto di intercettazioni telefoniche, ambientali, testimonianze e analisi di sistemi di videosorveglianza comunali e privati, è stato possibile ricostruire l’attività illecita portata avanti, fin dal 2011, dal leader del clan Cesarano, Nicola Esposito (detto “o’ mostr”), attualmente recluso in regime di 41bis, che avrebbe prestato a un imprenditore circa 550.000 euro in contanti, chiedendo poi il pagamento di interessi annui pari al 120% della somma iniziale. L’uomo, in carcere dal 2014, avrebbe affidato la riscossione delle rate mensili alla propria moglie, attualmente irreperibile. Gli indagati avevano costretto i debitori al pagamento mensile degli interessi, pari a 5.500 euro, fino a quando questi non fossero stati in grado di restituire l’intero prestito in unica soluzione, con il rischio di non vedere mai la fine di questo illecito rapporto con i propri aguzzini e, di conseguenza, col pericolo di dover cedere loro la gestione delle attività. Gli imprenditori, stanchi delle continue intimidazioni, avevano tentato diverse volte di sfuggire agli incontri mensili, divenendo in risposta vittime di agguati in puro stile mafioso. Durante l’ultimo incontro, avvenuto tra la denunciante e la moglie del boss, quest’ultima era addirittura arrivata ad aggredire la vittima causandole lesioni alla testa.

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Tags: flashPompei
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