“Questo è un pensiero per tutti voi che in questo momento siete chiusi in casa. Con questo piccolo regalo vogliamo dimostrarvi la nostra vicinanza in un momento difficile che state attraversando. Speriamo dunque, che questo piccolo gesto sia di conforto per tutti voi”. Un biglietto e un dolcetto, per non scoraggiarsi nei momenti difficili e superare le avversità che la vita ha messo di fronte. Il Comune di Aversa, assessorato alle politiche sociali e protezione civile, unitamente al bar pasticceria Il Boschetto, ha voluto essere vicino e solidale nei confronti dei cittadini positivi al Covid-19, regalando loro un vassoio di dolci. Un gesto tanto semplice, quanto non scontato, avvenuto grazie all’assessorato guidato da Ciro Tarantino, a Luca Abate e Antonio Maria Rascato, rispettivamente coordinatore della protezione civile cittadina e del Nes, il Nucleo di emergenza sociale, e al proprietario e dipendenti dell’esercizio commerciale posto all’inizio di via Roma. “I volontari hanno consegnato questi dolci ai contagiati Covid di Aversa per portare a loro e ai familiari un messaggio di vicinanza da parte della città”, ha affermato il sindaco di Aversa, Alfonso Golia. “L’iniziativa è nata quasi in maniera spontanea – ha proseguito il primo cittadino – tra l’assessorato alle politiche sociali e i volontari della protezione civile e del Nes, il gruppo che sta assistendo i casi positivi, venendo incontro alle loro esigenze. È un modo, un piccolo gesto, per dimostrare la vicinanza ai cittadini positivi da parte di tutta la comunità, con l’augurio di una pronta guarigione. Continueremo a stare vicino alle persone che stanno vivendo un momento difficile”.

Nonostante i tanti contagiati (siamo arrivati a 61), per il sindaco la situazione rimane “sotto controllo nel senso che, grazie alle indagini epidemiologiche, si stanno isolando i contatti di queste persone rientrate dalle vacanze. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di persone giovani, quindi ad Aversa si conferma il dato nazionale dell’abbassamento dell’età media, e asintomatiche, che si sono subito sottoposte al tampone. Quindi un vero e proprio focolaio che parte dalla città non esiste. Questo è dovuto anche all’ottimo lavoro messo in campo l’Asl, che è riuscita a collocare in quarantena i vari contagiati. È anche vero che c’è stata un’altissima responsabilità da parte di coloro che sono rientrati, i quali si sono autodenunciati. C’è stato un caso che non ha rispettato la quarantena, subito individuato e riportato all’ordine. Ci sono controlli costanti sul territorio e la situazione è monitorata da tutti i punti di vista, ma è anche vero che c’è bisogno della responsabilità da parte dei cittadini. Il discorso è sempre lo stesso e non mi stancherò mai di ripeterlo, quello di rispettare le poche regole che oramai conosciamo tutti: utilizzo della mascherina, distanziamento sociale, disinfettarsi spesso le mani ed evitare gli assembramenti. Questo non deve dipendere dalla presenza o meno di un carabiniere, un poliziotto o un agente della municipale a ogni angolo delle strade: dipende dalla coscienza delle persone”, ha concluso Golia.

