eMule, “uno tra i più grandi e affidabili peer-to-peer client di file sharing in tutto il mondo“. Così viene definito dalla community il software di P2P più diffuso nella prima metà degli anni Zero. Da circa dieci anni, però, il contatore delle versioni era inesorabilmente fermo a 0.50a. Pochi giorni fa, invece, è stata rilasciata all’improvviso la nuova versione 0.60a, come comunicato in un post all’interno del forum ufficiale di emule-project. Va precisato che il supporto “ufficiale” da parte degli sviluppatori è terminato, appunto, dieci anni fa circa, ma la community “affezionata”, per puro divertimento, ha rilasciato questa nuova versione del software così tanto utilizzato, anni fa, per lo “scaricamento” di files di tutti i tipi.
Il changelog recita:
Le notifiche e-mail Smtp possono utilizzare la trasmissione protetta e l’autenticazione dell’utente;
Può essere impiegato Https per scaricare server.met, nodes.dat, filtri Ip e Dll di lingua;
Server: la prima connessione viene tentata come offuscata (spesso le capacità del server erano sconosciute all’epoca);
Lieve aumento del tasso di pubblicazione di Kad;
L’implementazione di Windows UPnP ha subito modifiche (e necessita di test sul campo);
Compatibilità migliorata con le ultime versioni di mediainfo.dll, inclusa la 20.08;
Controlli uniformi per i limiti di velocità dei dati;
Importazione di parti per la gestione di download interrotti (dovrebbe essere abilitato in Opzioni-> Esteso – solo per la sessione corrente).
Fra le novità, c’è anche la versione a 64 bit, rilasciata sotto la frase: “E ora, sei stato abbastanza attento e hai notato ‘gli eseguibili‘ in forma plurale nella prima frase? Non è un errore, ci sono due file eseguibili, perché eMule ha build a 32 bit e 64 bit“. Ovviamente, questo segnale non è di facile interpretazione. Quali sarebbero le motivazioni che hanno spinto la community a rilasciare un aggiornamento così “in sordina”, all’interno di una pagina del forum ufficiale? Come è ben noto, la tecnologia Torrent, che contrariamente a eMule è anche multi-piattaforma, è impiegata su scala mondiale come sistema P2P e sarà difficile sbarazzarsene prima di una vera e propria rivoluzione delle piattaforme di files sharing. Sarà stata, dunque, soltanto “un’operazione nostalgia” da parte della community o un tentativo di “far rumore” perché bolle in pentola qualcosa di grosso? Magari dobbiamo attenderci la rivoluzione tanto attesa.
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