In Irpinia, freddato a colpi di pistola boss del clan Pagnozzi
Il cinquantottenne Orazio De Paola era diventato il leader del gruppo criminale, dopo l'arresto di molti componenti della famiglia che ne costituiva il nucleo originale
È stato freddato a colpi di pistola in strada a San Martino Valle Caudina, nell’Avellinese, un esponente di spicco del clan camorristico Pagnozzi, storicamente insediato proprio nel territorio della Valle Caudina, ma che da qualche anno aveva esteso le sue attività anche nel Lazio e in particolare a Roma. L’uomo 58enne ritrovato senza vita è stato identificato come Orazio De Paola. Sul luogo del delitto, avvenuto in via Castagneto, sono giunti i carabinieri del comando provinciale irpino, che stanno indagando per ricostruire gli ultimi istanti di vita della vittima, originaria del posto. Secondo gli investigatori, De Paola era diventato un autentico boss, in quanto referente principale del clan dopo l’arresto di Domenico Pagnozzi, detto O’ Giaguaro e di altri componenti della stessa famiglia. Questo agguato potrebbe essere un segnale di una possibile rottura degli equilibri camorristici che si erano creati sul territorio tra i vari clan impegnati nel contendersi le attività criminali in provincia di Avellino.
Tra i clan camorristici attualmente attivi in Irpinia, quelli maggiormente radicati restano i Genovese ad Avellino e i Graziano nel Vallo di Lauro, nonostante molti capi siano stati rinchiusi in carcere. Nella Valle Caudina, invece, è egemone proprio il clan Pagnozzi legato al cartello dei Casalesi e con interessi anche nel Beneventano e, come detto, persino nel Lazio.
Un altro omicidio di camorra era avvenuto a giugno a San Giorgio a Cremano, dove la camorra aveva sparato e ucciso di giorno, in pieno centro, il pregiudicato Raffaele Gallo, fratello del pentito Giovanni Gallo, uscito di galera dopo sedici anni, entrambi ritenuti contingui al sodalizio camorristico creatosi nell’ultima decade tra i clan Vollaro e Mazzarella per il controllo della periferia est di Napoli. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, avevano subito seguito la pista del regolamento di conti tra clan rivali. Il fratello della vittima, Giovanni Gallo, è infatti un pentito di camorra: le sue dichiarazioni hanno portato all’arresto del boss Vincenzo Troia, esponente apicale dell’omonimo clan,e dei fratelli Giuseppe e Andrea Attanasio. I tre sono ritenuti responsabili dell’omicidio avvenuto nel gennaio 2011 di Luigi Formicola, reale bersaglio dei killer, e del meccanico Vincenzo Liguori, vittima innocente di camorra, padre della giornalista de Il Mattino Mary Liguori. L’uomo fu raggiunto al cuore da un proiettile vagante sparato dal commando di sicari nel corso del conflitto a fuoco mentre era intento a riparare un motorino all’interno della sua officina. Il boss Vincenzo Troia, indicato come il mandante del duplice omicidio, fu però assolto dai giudici della corte dopo la prima condanna all’ergastolo. I fratelli Attanasio, ritenuti gli autori materiali dell’esecuzione, non sono mai stati processati, sebbene siano stati condannati invece per un altro omicidio, quello di Agostino Ascione, avvenuto sempre a San Giorgio a Cremano nel 2009.
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