Ennesimo incendio scoppiato, nel cuore della notte, nel deposito giudiziario Marino, situato nella zona industriale di Teverola, nel Casertano. Sul luogo, dove sono custodite le auto poste sotto sequestro, sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco: una dalla sede centrale, le altre dai distaccamenti di Aversa, Marcianise e Teano. L’incendio è stato talmente vasto da necessitare l’utilizzo di due autobotti, il carro autoprotettori e l’autoscala. Anche i danni ben descrivono quanto accaduto: sono andate distrutte, infatti, più di 40 autovetture e si è deteriorato un capannone di circa 2.000 metri quadrati, contenente numerose altre tipologie di materiali. L’organizzazione delle unità presenti è stata curata dal capo reparto coordinatore, responsabile del servizio di soccorso, e tutte le squadre sono state impegnate per parecchie ore per evitare che le fiamme si propagassero anche verso altre vetture e strutture site nelle vicinanze. Sono ancora in corso le verifiche per capire quali possano essere state le cause dell’incendio, e inoltre sono arrivate sul luogo dell’incendio le forze dell’ordine per gli adempimenti di loro competenza.
Le notizie di cronaca riguardanti gli incendi spesso possono anche concludersi in tragedia. Come è accaduto, purtroppo, ieri notte a Dugenta, nel cuore del Sannio, dove Patrizia Napolitano è morta a causa di un incendio scoppiato nella propria abitazione. Con un gesto di puro eroismo è riuscita a salvare la vita dei suoi tre fratelli, uno dei quali affetto da cecità. Per lei purtroppo non c’è stato nulla da fare, perché le forti esalazioni nocive generate delle fiamme le hanno stroncato il respiro, facendola morire per asfissia. La tragedia si è consumata in una palazzina situata in piazza Mercato. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai vigili del fuoco e dalle forze dell’ordine corse sul luogo dell’accaduto, a causare l’incedio sarebbe stato un malfunzionamento del frigorifero, che avrebbe dato luogo a un corto circuito. Le fiamme si sono propagate all’interno dell’appartamento, senza lasciare scampo alla povera donna. Prima di perdere la vita, però, Patrizia ha compiuto il suo ultimo atto eroico: stando alle testimonianze raccolte, si è recata nella stanza del fratello disabile, mettendolo in salvo da una morte certa.




