La fuga di un ricercato internazionale di origini polacche è terminata a Pompei. Durante i servizi predisposti sul territorio, i carabinieri della compagnia locale hanno arrestato un cittadino polacco, di 35 anni, da tempo ricercato in tutta Europa, perché colpevole di numerosi furti compiuti nel suo Paese di origine. I militari dell’Arma, durante le pattuglie di routine, hanno notato il comportamento sospetto del trentacinquenne che, alla vista dei carabinieri, ha tentato di allontanarsi. I militari hanno subito bloccato l’uomo e hanno proceduto con i controlli, scoprendo che, in effetti, si trattava di un ricercato con ancora una pena da espiare in Polonia. Il responsabile è stato quindi arrestato e farà rientro nel proprio Paese dove continuerà la permanenza in carcere.

Episodio molto simile riguardante un ricercato internazionale di origini polacche è accaduto pochi giorni fa a San Giuseppe Vesuviano: M. S. D., trentanovenne polacco, era stato ritrovato e arrestato nel Napoletano, dopo aver ricevuto un mandato d’arresto europeo emesso dalle autorità del suo Paese per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Gorzow Wielkopolski, per i reati di rissa aggravata e tentato omicidio. I fatti risalgono a poco più di un anno fa, a maggio 2019, quando il trentanovenne, assieme ad altre persone, aveva immobilizzato un connazionale, nella cittadina polacca di Gorzow Wielkopolski, picchiandolo ripetutamente alla testa e sugli arti superiori. Infine, con un ultimo gesto violento, aveva addirittura dato fuoco alla vittima, provocandole ustioni di secondo e terzo grado sul venticinque per cento della superficie del corpo. L’uomo, per fortuna, era miracolosamente uscito vivo dalla terribile aggressione, mentre proprio l’aggressore era ricercato da un anno, finché non era stato rintracciato dalla polizia italiana nel comune di San Giuseppe Vesuviano, per la precisione in via Lavinaio. Gli agenti della sezione criminalità straniera della squadra mobile di Napoli, arrestandolo, avevano posto fine all’intensa attività di indagine coordinata dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Roma, in sinergia con l’organismo polacco.

